Formentera Lady
Formentera Lady è il titolo di una canzone famosissima dei King Crimson, gruppo progressive rock inglese nato alla fine degli anni 60 mentre il sole tramonta scioglimi e liberami mentre le stelle brillano. Signora di Formentera danza per me Signora di Formentera misteriosa amante. Ma è anche il nome di una band bolognese che si formò negli anni 80.
Un eclettismo versatile e oggettivamente multiforme, che include ombre hard rock di scuola inglese, guarnizioni funky e allestimenti post-progressive, combinando coefficienti e dinamismi musicali policromi indie rock e via dicendo… Il loro ultimo cd si intitola proprio Formentera Lady e contiene una canzone intitolata Formentera no existe. Vi ricorda qualcosa?
Anima della band è Maurizio Ferlini, che conobbi lo scorso ottobre mentre scrivevo il libro. Casualmente, anche loro stavano incidendo il nuovo disco e così mi invitarono a scrivere il testo in spagnolo di un loro pezzo samba ibridado in rock. Eccone un’anteprima:
E quindi andiamo cercando, chiediamo una speranza e niente più, alla sua anima al suo mistero e ai suoi sentieri, sognando di più, e il tuo sguardo: un miracolo senza pericolo e niente più, non chiedo di più, più di un’isola che vive dentro di te e niente di più. La mia follia si chiama Formentera, niente di più…
Per chi volesse approfondire, ecco una accurata recensione di ogni singolo pezzo e se volete acquistarlo (prezzo 10 euro) potete farlo direttamente sul sito www.formenteralady.it. La canzone The Angel è davvero imperdibile.
Fa piacere scoprire una bella realtà musicale e un altro splendido omaggio alla isla. In bocca al lupo!
Alla scoperta della brezza di Formentera
Seguire le orme è un’arte, depistare è magia...
Il bello dello shopping a Formentera è che cercando bene, si possono trovare tanti articoli non turistici. Potete optare per la solita magliettina, ma in realtà ci si riesce davvero a sbizzarrire: dal portaincenso economico in ceramica prodotto sull’isola al maglione fatto a mano da una delle ultime paesane che si dedicano ancora a questa attività. Se poi amate i viaggi, l’originalità, la creatività e Formentera, c’è un negozio nascosto proprio sulla piazza di Sant Francesc che potrebbe interessarvi: è Las Brisas (riferito alla magica brezza che soffia da queste parti).
Il brand è Depistando che si reca in giro per il mondo a scovare capi di alta qualità artigianale e che ogni anno produce delle serie limitate di accessori, come le irresistibili borse e borsoni da viaggio, ricavate da canvas militari dipinti a mano.
Ogni capo d’abbigliamento presente nel negozio Las Brisas sembra un pezzo unico (spesso lo è) e chiunque, anche con un budget non eccessivo, può divertirsi.
Se mi sono permessa di fare spudoratamente pubblicità su questo blog al negozio di abbigliamento LAS BRISAS è perché Sonia – la proprietaria dal 2005 – ha prodotto il libro Formentera non esiste, in quanto condivide con me l’idea di una Formentera più autentica e meno rumorosa… la sua gentilezza e delicatezza ben si addicono a un ritmo più lento e rilassante rispetto al frastuono dei mesi estivi. Insomma, lei ha creduto in questo progeto quando ancora non esisteva e mi sembrava carino farvela conoscere meglio.
Da Bologna a Formentera, da Formentera al Brasile, dal Brasile a Parigi… Las Brisas soffia in tanti luoghi incantevoli e li racconta in questa piccola tienda nel cuore della Formentera più creativa.
Azzurri a Mitjorn
Formentera è un’isola che non esiste anche perché è sempre diversa. Un fiume che è sempre lo stesso ma non è mai lo stesso… Lo sa bene Lionello, un pittore italiano che dipinge dei bellissimi acquerelli azzurri, ritraendo Cap de Barberia seduto a Mitjorn.
C’è davvero un po’ di isola in ogni suo quadro, dal più piccolo al più grande. E dalle isole Lionello sembra essere conquistato: da più di venti anni in primavera si reca a Terschelling, una delle isole Frisone. Anche quei colori nordici tanto diversi dai mediterranei di Formentera finiscono nelle sue emozionanti tele, che rilassano chi guarda trasportandolo in atmosfere di pace.
Sono tanti gli artisti rapiti dalla magia di quest’isola, che fa da musa e da modella per opere che sono quasi sempre un trionfo di sfumature di azzuri, sempre diverse.
Lionello è uno tra i più innamorati del posto e da poco si è trasferito (sempre per amore) a Ibiza. Da qualche giorno ha festeggiato il suo compleanno, indovinate dove?
Formentera LIVE: 7 giugno a Roma
Lunedì sera alle ore 22.00 inizierà presso il locale 79′rs in via del Pellegrino 79 un concerto dedicato alle canzoni legate a Formentera: Pink Floyd, Jarabe de Palo, Peter Gabriel, Chris Rea, ecc. L’ingresso è gratuito. Una serata accompagnata anche da video e da fotografie dell’isola per sentirsi vicini a Formentera, anche da lontano. È gradito l’infradito.
Durante la serata chi vorrà potrà anche acquistare il libro “Formentera non esiste“e scambiare due chiacchiere con l’autrice.
Le spiagge di Formentera, rispetto incluso
Quasi tutti sanno che le spiagge di Formentera sono formate da 20 km e più di spiaggia con sabbia bianca e acqua trasparente, che combina diverse tonalità di azzurro. Visto che si avvicina il periodo estivo, ecco qui un elenco delle spiagge dell’isola (quasi ovunque si pratica il nudismo) e qualche regola da rispettare per chi si reca da quelle parti:
Es Calò: paesaggio che ricorda “i pescatori al rientro dal mare”. Piccola ma tonalità del mare indimenticabili. Ristorantini di pesce con vista mozzafiato (provate l’insalata payesa). Interessante la targa dedicata alla scrittrice catalana Montserrat Roig.
S’Arenal: si trova a Mitjorn e si differenzia dal resto della spiaggia per la presenza di diverse conchiglie (che sarebbe carino non portare via), anche Cala Des Morts è raggiungibile da qui (piccola caletta).
Es Cavall d’es Borras: è la piccola spiaggia vicina al porto, comoda perché alle spalle è piena di alberi che proteggono dal sole nelle ore più calde. Abbastanza rustica e poco frequentata. Possibile presenza di alghe.
Ses Platgetes: si trova a 300 metri da Es Calò, acqua fosforescente. Chiosco per ristoro vicino.
Cala Saona: stupenda ma infrequentabile in agosto; ombrelloni, pedalò, superaffollamento di bambini. Adatta alle famiglie con bambini piccoli o dopo le 20.00 per godersi un romantico tramonto.
Es Pujols: la zona più adata alle famiglie per la vicinanza di alberghi e negozi. Accesso a piedi facilissimo, sabbia, attrezzata anche per l’accesso in spiaggia dei disabili.
Illetes: la più bella spiaggia di Formentera, situata nel punto più a nord dell’isola. In agosto troppa gente, ma ugualmente spettacolare, soprattutto per la lunga lingua di spiaggia che finisce ad Espalmador, l’isolotto disabitato dove i più coraggiosi si ricoprono con il fango naturale presente qui. Si paga per entrare (2 euro la moto 4 l’auto). Fa parte del Parco naturale Ses Salines.
llevant: spiaggia molto lunga, a tratti attrezzata, da cui è possibile raggiugnere a piedi Illetas o Es Pujols.
Migjorn: la più grande dell’isola, si estende dalla Mola a Cap de Barbaria (è lunga 5 km). Si trovano chioschi per aperitivi di massa, ma anche angoli mistici poco frequentati persino in agosto. Il consiglio: un calamaro a la plancha in uno dei ristoranti sul mare.
Bene, sarebbe utile ricordarsi che in tutte queste spiagge non vanno lasciati i mozziconi di sigaretta. Ogni estate le spiagge si ricoprono di cicche lasciate dai turisti. Visto il tempo non proprio cortissimo che impiegano per biodegradarsi (circa 2 anni) sarebbe rispettoso non abbandonarle in spiaggia.
Inoltre, la maggior parte delle spiagge a Formentera ha alle spalle le dune, che sono recintate non tanto per bellezza ma per delimitare una zona che non va assolutamente calpestata per motivi di rigenerazione del terreno. Possiamo evitare di salirci, come spesso capita di vedere, per fare le foto? Soprattutto al Big Sur (bar per aperitivi), dove le dune sono rovinate grazie a tutti quelli che per fare le foto al tramonto ci sono inspiegabilmente saliti sopra.
Per il resto, buone vacanze a tutti.
Tanti auguri Mister Dylan

Una foto di Bob Dylan da giovane
Oggi la leggenda musicale compie 69 anni. Ecco una traduzione e un riassunto del bell’articolo uscito il 30 aprile sul Diario di Ibiza. Ma alla fine, sorge qualche dubbio…
Nel marzo del 1967 prese la barca che lo portava a Formentera. Il prezzo del biglietto era di 14 pesetas. In quello stesso anno, veniva istallato nel fondo del mare il primo tubo elettrico che arrivava a Ibiza per portare energia all’industria del sale. Dylan nel 1966 aveva avuto un incidente in moto a Woodstock, vicino casa sua, e questa fu una scusa per concedersi una piccola fuga dal successo e dal suo ruolo di leader di un movimento giovanile di cui era diventato il portavoce principale.

Giovani a Woodstock
D’accordo con la moglie di quel tempo, Sara (che peraltro l’11 luglio di quell’anno diede alla luce Anna Lea), passò nell’isola una settimana della primavera del 1967, su suggerimento del poeta Allen Ginsberg, durante la quale venne in contatto con un attore del Living Theater che diventerà il suo inseparabile autista durante questo soggiorno. Si pensa che alloggiasse nella casetta affianco al Molì Vell.
Dylan conobbe presto Pepe Tur, che nel 1953 aveva creato il Fonda Pepe, destinato a divenire un bar storico. Un altro locale frequentato da Dylan era la Cantina Mari Jusùs (attuale Blue Bar).

- Una foto di Reinald Wunsche
A Formentera Dylan si ispirerà per alcuni pezzi dell’album John Wesley Harding e anche per Taràntula. Dopo che Bob se ne andò e dopo la celebrazione a San Francisco (California) “dell’estate dell’amore”, cento hippy arrivarono a Formentera.
Il compleanno di Dylan verrà per questo festeggiato dalla gente dell’isola al Fonda Pepe.
Fine articolo.
La presenza di Dylan a Formentera resta però tutta da dimostrare. In quanto:
Nessuno dei biografi più accreditati (Clinton Heylin, Howard Souness, Robert Shelton) parla di soggiorni a Formentera e non sembrano esistere foto del soggiorno sull’isola.
La risposta potrebbe arrivare presto dal libro Million Dollar Bash, di Sid Griffin, accreditato dylanologo. Si tratta di un volume totalmente dedicato all’analisi di quell’anno (1967). Purtroppo non è ancora stato pubblicato in Italia, ma potrebbe essere la fonte giusta per risolvere il mistero: se Dylan ha soggiornato a Formentera, lì sicuramente se ne parla.

Il libro di Sid Griffin
Ma allora c’è stato o non c’è stato? Se qualcuno fosse a conoscenza di altre testimonianze di questo soggiorno, o fosse in possesso di foto è invitato a condividerle, in quanto il fine ultimo è solo quello di sapere se si tratta di una leggenda su una leggenda o se davvero Bob Dylan passò da queste parti. Una cosa è certa: oggi è il suo compleanno quindi, in ogni caso, tanti auguri Mister Dylan.
(Un grazie a Silvano per la preziosa consulenza).
C’era una volta il grano
Formentera basa la sua economia sul turismo, attratto soprattutto dalle sue bellissime spiagge. Ma in passato, la sabbia non aveva nessun valore. Anche nelle eredità, i terreni sabbiosi non venivano considerati. Il nipote del proprietario antico di Espalmador racconta che l’isolotto venne ceduto a un prezzo bassissimo, in quanto lì non vi cresceva nulla.
Essendo un’isola dove la terra produce pochi frutti, è stato il grano, in passato, ad aver rappresentato una risorsa fondamentale per gli abitanti dell’isola. Lo stesso nome Formentera deriva da frumentaria (o almeno questa è l’ipotesi più accreditata).
Per questo non si può perdere una visita al Molì Vell, il vecchio Mulino, situato alla Mola.
Oggi è ancora custodito da un esponente della famiglia che per generazioni lo ha gestito. Costruito nel 1778, quando l’isola iniziava a essere ripopolata dopo tanti anni di abbandono, l’unico mulino delle isole Pitiuse (le isole dei pini, Ibiza e Formentera) con la qualifica di stato funzionante.
En Juan, l’ultimo molinero, è colui che possiede le chiavi di questa importante costruzione dell’isola. È lui a raccontare che nella minuscola casetta al lato del mulino soggiornò Bob Dylan alla fine degli anni 60.
Ecco perché il grano appare nello stemma dell’isola, che raffigura appunto una spiga, la torre e il mare.
Le torri sono il simbolo della difesa, dove si riparavano gli abitanti in caso di attacco degli invasori. E il mare, naturalmente. Tornando al grano, esiste una celebre dichiarazione d’amore (che recita il cantico dei Cantici) che lo nomina. Per questo nel libro Formentera non esiste è dedicata proprio a Formentera:
Due cuori e un’isola
La contemplazione è un’attività molto praticata a Formentera: come perdersi in uno dei suoi tramonti variopinti o abbandonarsi al movimento lento delle onde che tingono l’immaginazione di celeste. Un forte ricordo, che rimane nella testa di chi aspetta di tornare. Perché è probabile che lasciando Formentera si abbia sempre lo stesso desiderio: ritornare il prima possibile.
E fari, torri, piante, dune e spiagge… e ancora sfumature, atmosfere e incontri rivivono negli acquerelli di Pier Paola Canè, una pittrice che passa circa sei mesi l’anno sull’isola e che raccoglie in un delizioso libro i suoi ritratti di Formentera e della vita che si svolge qui.
Grazie ai suoi disegni, l’occhio nostalgico illude la mente e ci si ritrova a Cala des Morts o nella piazza di Sant Francesc per un caffè. Pier Paola è molto conosciuta e rispettata nell’isola; i suoi libri si trovano in molti negozi locali – come la libreria di Sant Francesc – e ed era presente all’ultima Fiera dell’Arte e dell’Artigianato che si è svolta a Formentera.
Il tocco delicato ed evocativo di Paola si confonde con gli scorci reali dell’isola. E per lei volver (tornare) fa ormai parte della sua vita e della sua arte, che condivide con suo marito Angelo. Anche lui esprime la sua creatività attraverso delle opere, che realizza per la maggior parte con materiali riciclati, trovati sull’isola: tavole di legno portate dal mare, ferri vecchi, ecc. L’importante è che siano malleabili, per permettere ad Angelo di reinterpretare attraverso nuove costruzioni il lato giocoso dell’isola.
A Formentera Pier Paola e Angelo vivono in una bellissima casa, con un gatto e con la magia isolana. Ringrazio i due artisti bolognesi, per avermi permesso di utilizzare le foto delle loro opere per il mio blog. È stato bello scoprire che il nostro feeling con l’isola è sulla stessa lunghezza d’onda.
E che sia un’onda dal movimento lento, diretta sulle rive di Mitjorn…
DELIRIO N°1: No
Formentera è anche un’isola in cui le passioni si estremizzano. Nel libro sono incluse dieci poesie, chiamate Deliri, abbinate a dieci scatti a colori di fotografi professionisti. Tranne il primo, la cui foto è stata scattata da me il giorno dopo aver deciso di scrivere Formentera non esiste.
Vedere questo scoglio dalla forma simile all’isola mi è sembrato un segno benaugurante, anche perché il giorno dopo, già non esisteva più. Le acque lo avevano trasformato…
Vi presento il primo dei dieci deliri del libro: No
Morta a galla è la smania che ho di te.
Come una sopravvivenza turbolenta di divise unioni.
Non limitiamoci a sommare sospiri per giudicare.
Siamo già stati e nel buio di un’alba ritorneremo.
Quando la stella cade dove il desiderio si accende.
Ho le vene esauste di te, mia adorata musa di inevitabili alcove.
La Mola nascosta: tra rave e leggende
Tutta la Mola, la parte più alta dell’isola, è caratterizzata dalla presenza di tantissime grotte .
Molte, racchiudono leggende legate a pirati e a strane storie. Alla maggior parte si accede via mare, ma alcune, come la Cova de Estrips, si puà raggiungere solo a piedi. Si trova infatti a picco sul mare.
La caratteristica principale è la sensazione di allontanamento dal mondo che si prova a entrarci dentro. Spingendosi un po’ al suo interno, dall’apertura si vede il cielo e non il mare. Ci si sente più vicini al cuore della terra…
Ma a riportare alla realtà è una macchina scavatrice posizionata dentro la grotta sulla sinistra (entrando). Pare che negli anni 80 fossero iniziati i lavori per costruirci dentro una discoteca ma che poi, fortunatamente, furono interrotti. La macchina però è ancora lì, a ricordare questa stravagante iniziativa. Ogni tanto, la Cova si trasforma lo stesso in discoteca in occasione di qualche rave.
Dal libro Formentera non esiste, Fino alla fine del mondo pagina 19:
Se a Cap de Barberia tutto comincia, qui tutto pare volgere alla fine. La Mola è un luogo trascendentale, poco terreno. Durante le notti estive i delfini urlano dal basso per ricordare che si tratta di un posto incantato. L’energia entra ed esce dalle sue innumerevoli grotte e anima i personaggi delle sue leggende. Pirati uccisi dal fumo dei nemici (Cova de Fum), sagome bianche (come le streghe di Sa Cala) o grotte malefiche (nella Cova Mala si può entrare solo due volte, alla terza si muore). Prima di addentrarsi nella notte delle streghe, vale la pena tornare indietro dal faro per fare ancora un giro. Dopo alcune case abbandonate e un campo con una vecchia sedia, ottima come soggetto per una bella foto al tramonto, si arriva a Cova des Estrips, una grotta che si affaccia sul mare; negli anni 80 qualcuno pensò di costruirci dentro una discoteca. Fortunatamente, i lavori furono bloccati, anche se all’interno è ancora presente la macchina scavatrice.

La scavatrice rimasta nella grotta della Mola





























































