Archivio di marzo 2010
Formentera non esiste: la genesi
Nessuna cosa è degna della sforzo che si fa per ottenerla, scrisse Stendhal. Non tutti sono d’accordo con questo aforisma, ma a me è sempre piaciuto. Se si potessero includere tutte le fatiche che ci sono volute per realizzare una qualunque cosa, cambierebbe la percezione della cosa stessa.
Qui a fianco, si vede in anteprima la copertina che esce dalle macchine. Il libro, invece, uscirà tra due settimane. L’idea nacque in una notte di mezza estate, chiacchierando intorno a un tavolo con degli amici vicino Sant Francesc. Uno di loro disse che Formentera non esisteva. E aveva ragione. Formentera è tutto, tranne che un’isoletta del Mediterraneo.
Così, trovai un’alleata (Sonia, di Depistando, che lavora d’estate a Formentera), una casa editrice (la Di Virgilio Editore) e mi misi all’opera. Cominciai a intervistare artisti e musicisti, a cercare sotto ogni sasso storie e curiosità sull’isola e ad ascoltare la voce del mare e i sussurri del vento, ritrovandomi anche in epoche diverse, come gli anni 60.
Tra deliri, sogni e testimonianze Formentera non esiste racconta – soprattutto a chi crede che Formentera sia solo un’isola di aperitivi – le sue leggende e le sue follie, i suoi protagonisti e la sua arte. Ma lo fa senza nessuna pretesa di aver detto tutto quello che c’era da dire.
Dalla prossima settimana, chi vorrà potrà finalmente leggerlo, richiedendolo dal sito, o acquistandolo a Formentera (e in alcune librerie che comunicherò in questo blog).
Nello stesso tempo, se conoscete una Formentera inedita fatevi pure avanti, come già stanno facendo gli iscritti del gruppo su facebook (se ci capitate non perdetevi la chicca di Giorgio del chiringuito versione invernale) o su flickr, se avete delle immagini che volete condividere con chi ha voglia di “guardare oltre le dune” di questa fantastica isola.
Sex in the island
Lucia e il Sesso è un film del regista spagnolo Julio Medem (del 2001) interamente girato a Formentera. “Quest’isola è un gigantesco coperchio, non poggia su nulla, è tutta fatta di buchi, e quando c’è la tempesta, gli abitanti hanno il mal di mare e non sanno il perché” sente dire la protagonista appena arriva sull’isola.
È la storia di una donna che per fuggire al suo passato si rifugia nell’isola, entrando a far parte di un intreccio di altri drammi e di passioni, raccontato spesso con scene erotiche. Questo è un montaggio delle migliori scene (bellissime le riprese al faro):
Paz Vega non necessita di presentazioni. L’altra attrice che compare nel film, Najwa Nimri, fa anche la cantante (a sua hit più famosa è Dead for you) e Julio Meden ha appena ultimato Habitación en Roma, la storia di un amore lesbico, presentato al Festival del Cinema di Berlino. Le musiche di Lucia y el Sexo sono di Alberto Iglesias che ha lavorato in tutti i film di Pedro Almodóvar, tra cui anche “Los Abrazos Rotos”.
Per me la vera protagonista del film è una Formentera spettacolare, come quella della lingua di Illetes completamente deserta.
Hippy e Maestri al Fonda Pepe
Negli anni 60 a Formentera c’erano i peluds (=capelloni), gli hippy, così chiamati dagli abitanti dell’isola, che vagavano in cerca di amore e di libertà tra il Blue Bar di Migjorn, la Mola e il bar che li ospitava al tempo: Il Fonda Pepe. Niente elettricità e solo strade sterrate e l’incanto di un’isola meravigliosa dimenticata dal mondo. La foto che vedete è senz’altro la più bella e significativa scattata al tempo. Il fotografo è Reinald Wünsche (Berlino 1943/Formentera 2008). Tutti gli scatti di questo Maestro, purtroppo scomparso, raccontano tempi e sogni lontani, ma sono un patrimonio fotografico imperdibile. Oggi al Fonda Pepe si va per mangiare una Paella barata (economica), ma i chupitos (bicchierini di liquore) serviti al bar che precede la sala ristorante hanno ancora il sapore di quegli anni.
Aspettando al Blue Bar
Questa settimana dovrebbero chiamare dalla tipografia per dirmi il giorno della stampa del libro. Per smorzare la tensione mi siedo (mentalmente) sulle gradinate del mitico Blue Bar, al centro della spiaggia di Migjorn. Da qui, ogni mattina spio prima di iniziare a lavorare il tempo che fa a Formentera, grazie alla webcam posizionata sopra il tetto del locale. D’estate, questo bar è molto frequentato a qualsiasi ora del giorno da chi viene in vacanza. Le patate fritte (fatte al momento) sono uno sfizio che completa il piacere di una vista tanto suggestiva come quella che si gode da qui.
Negli anni 60 ci venivano gli hippy. Per questo il Blue Bar è uno dei bar leggendari di Formentera. Su facebook potete trovare Peter, che lo gestisce (forse ne è il proprietario, non lo so con certezza) e che ogni giorno mette online dei bellissimi video dedicati agli angoli più affascinanti dell’isola. Mi bevo quindi un mojito apettando che arrivi una mail dalla tipografia che annunci l‘Imprimatur tanto atteso…
Parlamos un poco italospañol?
En Formentera vive y va gente de todo el mundo (credo che in italiano questo si capisca senza bisogno di traduzioni). Sobre todo en los ultimos años 90 en la isla se hablaba casi solo en italiano. Antes habia los alemanes, ahora estan llegando los penisulares y los portogueses.
Ademas hay suecos, franceses y americanos. Por eso, como he empezado a anunciar del libro, por internet mucha gente me me ha pedido un blog en castellano. Entonces (allora), ho pensato di scriverlo un po’ come viene: a volte in italiano a volte in castigliano (he pensado en escribirlo mezclando los dos idiomas). Spero quindi che i visitatori no rimangano sorpresi nel trovare alcuni post scritti con uno strano mix di lingue.
Asì es la isla (por lastima, purtroppo, no hablo el catalan que es el idioma originario de Formentera) y asì intentaremos ser nosotros (vosotros que leéis y yo que escribo) para contarla. Hasta pronto. Y que me vayais a perdonar los errores!



























