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Aspettando al Blue Bar

Questa settimana dovrebbero chiamare dalla tipografia per dirmi il giorno della stampa del libro. Per smorzare la tensione mi siedo (mentalmente) sulle gradinate del mitico Blue Bar, al centro della spiaggia di Migjorn. Da qui, ogni mattina spio prima di iniziare a lavorare il tempo che fa a Formentera, grazie alla webcam posizionata sopra il tetto del locale. D’estate, questo bar è molto frequentato a qualsiasi ora del giorno da chi viene in vacanza. Le patate fritte (fatte al momento) sono uno sfizio che completa il piacere di una vista tanto suggestiva come quella che si gode da qui.

Negli anni ’60 ci venivano gli hippy. Per questo il Blue Bar è uno dei bar leggendari di Formentera. Su facebook potete trovare Peter, che lo gestisce (forse ne è il proprietario, non lo so con certezza) e che ogni giorno mette online dei bellissimi video dedicati agli angoli più affascinanti dell’isola. Mi bevo quindi un mojito apettando che arrivi una mail dalla tipografia che annunci l‘Imprimatur tanto atteso…

Circa Stefania Campanella

Scrittrice di libri di viaggio a Formentera (ma non solo), grande conoscitrice dell'isola e fondatrice di Formentera Filo Blu, un'associazione no profit per promuovere l'isola più autentica. Copywriter e Content Manager come professione, amante del vino e della buone "onde" nel tempo libero.

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9 commenti

  1. Si Giulio, è così!
    …il “caldo silenzio” al Fonda……il fresco profumo sulle braccia mentre “piego” salendo alla Mola……l’odore di montagna al mare….la rampa di lancio per i sogni che non termina sul precipizio della scogliera, va oltre …..(Formentera ne ha ben due, vedi anche Barbaria).
    Le ho trovate solo qui… qualche viaggio l’ho fatto anch’io, eppure Formentera…..
    Tutto rimane nella mente.
    È ormai qualche anno che sapere di ritornare per alcuni giorni a Formentera mi tiene “in piedi”…dimmi per favore da che psicanalista vai perché anche io sono convinto che una parte di me rimane là ….e mi aspetta!

    Hey sono quasi geloso di scoprire persone, come te e la Ste, che la “sentono” come la sento io….peggio che con una fidanzata!
    Ma sono molto felice di poterlo finalmente raccontare (ora mi aspetto io di essere sommerso da chi mi darà del banale e del ridicolo).

    Mi sento meglio, si davvero una bella discussione. E se ci pensi, è stata generata grazie alla tua entrata a “piedi uniti” dell’altra sera….quindi grazie Giulio.

    E grande Stefania, senza di te non saremmo qui a raccontarcela!

    Hola a poco!

  2. Grazie Giorgio..troppo buono. E grazie anche Stefania. Devo dire che dopo “l’entrata a piedi uniti di ieri sera” … mi sono sentito il solito snob radical chic “sotuttoio” e onestamente trapelava nella mia stolida mente… un vago ma perspicace senso di strisciante colpa.
    Non voglio ora sciabordare nel buonismo veltroniano (oddio scusate torno nei ranghi) ma effettivamente sono stato come dicevo troppo “savonarola”.
    Però insomma dai.. che bello una sana discussione ogni tanto ci sta, no ? :-).
    Forse siamo tutti molto “possessivi”, mi pare di parlare di Formentera come di una fidanzata misteriosa e stupenda conosciuta e rimasta laggiù, senza tempo e senza età, alla quale chiedo l’impossibile fedeltà di non “dividersi” con troppe altre persone, diverse da me. L’ho sentita troppo “mia” perchè è stato il posto dove sono stato più felice nella mia vita. Anche un mio “doppio” è rimasto sull’isola (ad aspettarmi ?). Psicanalisi.
    Invece, razionalmente, spero che l’isola abbia ancora tanti amanti nel senso vero della parola. Ovvero di persone che le daranno amore. Alle quali lei darà, in modo diverso a seconda della diversità delle ment e delle anime. A volte mi chiedo come mai ho viaggiato tanto per il mondo e visto veramente tanti posti eppure Formentera….Formentera. Punto e basta.
    Eh si Giorgio..se siamo qui sul blog di Stefania alla fine il motivo è palese :-).

    L’uomo del vetro ti aspetta, la salita alla Mola pure. Mentre sali il passaggio improvviso dal caldo torrido al fresco profumato sulle braccia, le curve da “pettinare” docilmente con la due ruote…le salite e l’ultimo tratto in leggera discesca tra i pini, l’odore di “montagna al mare” che ti fa sorridere mentre intravedi in fondo il paese e il rettilineo finale… che sembra veramente una rampa di lancio dei sogni. E poi arriverai e annuserai l’aria.
    Bei momenti ti aspettano, a breve. Ti auguro col cuore che non sia l’ultima volta, in ogni caso rimane dentro la mente. Ogni tanto in inverno scrivo “Formentera” su google e mi spazzolo foto di sconosciuti, vedo facce che ridono, stessa cosa su youtube. Dipendenza che non fa male. E la cosa semplice semplice è che il mio umore migliora in pochi secondi di parecchi punti.
    Ciao..un grande saluto anche a te e ..grazie.

  3. Anchio sono tra quelli che non vedono il Blue Bar in modo così “leggendario” ma mi rendo conto di esserci arrivato quando certi personaggi e certe “influenze” erano ormai passate: sarebbe stato fantastico esserci negli anni 60! Così mi sento di capire ciò che intende dire Stefania su questo locale, ma concordo anche con la descrizione iniziale di Giulio (..beh.. forse ci hai dato dentro un pò troppo con le parole…. ma il concetto c’è… personalmente ritengo di avere bevuto qui il peggior mojito della mia vita)…..e fino a questo punto siete “pari”.
    Dove, secondo me, entrambi siete assolutamente “vincitori” sta nel senso e nel modo con il quale state trasmettendo il vero “feeling” della Isla. Stefania con il suo bellissimo libro e con il progetto FFB, Giulio con semplici parole come “…sentire gli odori e i profumi”, “…una sosta pomeridiana al Fonda seduti sulla seggiolina a parlare con i camerieri…”. Mi viene la tremarella a pensare che tra non molto ci ritornerò e la prima cosa che farò sarà andare al faro della Mola ed “annusare” l’orizzonte dalla scogliera. E non vedo l’ora di passare dal Fonda alle tre del pomeriggio quando non c’è nessuno e farmi una cerveza con “l’uomo del vetro”. Lo faccio ormai da anni ed il pensiero che forse questa volta sarà l’ultima (…non ci sto più dentro con le spese…) mi sta “logorando”. Per forutna che ci sono i ricordi e qualche fotografia….
    Vi saluto.
    P.S. Giulio, x ora solo consensi. Chi ti salterà addosso sarà perchè non ha capito… ;-))

  4. Aggiungo che per me il Blue Bar rimane mitico per tanti motivi, oggi di sicuro assenti, ma anche sapere che la gestione è rimasta uguale, e che intorno nessuno ci ha costruito nulla, a me già consola. Forse la parola “leggendario”, effettivamente è overpromise;)

  5. Difficile dare addosso a quello che per me è tra i migliori contributi ricevuti nei commenti di questo blog. Peraltro, come potrei non allinearmi al tuo modo di vivere l’isola:

    forse la sostanza e “i posti” per me è andare piano con un mezzo a due ruote per sterrati, sentire gli odori e i profumi, fermarmi e salire in piedi su un muretto a secco e chiudere gli occhi ed ascoltare, annusare.

    Se hai continuato a leggermi, saprai che anche con la associazione Formentera FILO BLU è esattamente l’approccio che diffondo.

    Che poi i mitici e i leggendari non facciano per te, nel senso a cui ti riferivi intendo, va benissimo manifestarlo, sopratuto qui, dove si invitano le persone amanti di Formentera a raccontare la propria, e nessuna è meglio di un’altra. E questo non per falsa diplomazia, ma per propensione al sogno…

    Il tempo, Proust, quel mare… un abbraccio Giulio e se vuoi condividere i tuoi scritti, sai dove trovarmi;)

  6. Ok Stefania, diciamo che sono stato un po’ troppo assolutista, di questo chiedo venia.
    Un po’ troppo caustico vero ? Touchè.
    Ma rimango convinto, la semantica è molto importante.
    Troppi superlativi, il “mito”, la “leggenda”. La semiotica è la micro chirurgia del senso delle parole, e su questa tutti si sentono allenatori della nazionale.
    Perchè ? Semplice, perchè ognuno ci trova qualcosa sicuramente, ma altrettanto certamente la massa ci trova solo quello che vuole la massa. Il posto “mitico”, quello che “l’ho scoperto prima io adesso non è come prima”, la “bella gente”.
    Non è un posto da filosofi Formentera via, non ci sono bellezze architettoniche o antichità o motivi di particolare riflessione. Ma è un posto meraviglioso e spinge a sognare. Sognare è per tutti ed è a portata di mano, ma anche su una panchina alla fermata del tram se si è sognatori.

    Hai scritto una frase mi pare una volta sul tuo blog molto bella che diceva EN EL CAMBIO ESTA LA EVOLUCION.
    Quindi come già detto una volta precedente vanno benissimo le nuove generazioni lo sballo la spiaggia le sbronze e tutto il resto ma non è leggenda e non sarò mai mito, sostanza, pensiero. Quello arriva con approfondimento.

    Solo divertimento che potrebbe essere a Rimini e invece è su una isola molto bella con una costa e un mare stupendo. Manca solo il tuttologo Linus di radio DJ con una succursale estiva della radio più qualunquista del pianeta e penso saremmo a posto.

    Nonostante quella che possa apparire una critica (ma siamo in una democrazia no ? ) ho anche comprato a es pujols ad un noleggio di motorini il tuo libro, appena era uscito. Per ironia della sorte ero anche a Roma, tu pensa, alla sala Cervantes a prendere il libro in spagnolo per una amica madrilena.

    Non suggerisco o dico nessun posto perchè ogni anno cambia per me. Sono stato da fine maggio a giugno inoltrato e andrò anche a settembre. Non ti sto neanche a dire che non vado in senso assoluto nei “posti mitici” perchè ovviamente non sono un frate francescano e ci passo certo a volte, ma guardo sempre con distacco. La sostanza non è in luogo particolare dell’isola. Ecco forse la sostanza e “i posti” per me è andare piano con un mezzo a due ruote per sterrati, sentire gli odori e i profumi, fermarmi e salire in piedi su un muretto a secco e chiudere gli occhi ed ascoltare, annusare.

    Quando sono triste triste in inverno mi rileggo un lungo pezzo delirante mio di stile ammetto molto Proustiano di come mi sia innamorato degli odori dell’isola. Ecco, i profumi sono veramente unici, non ne ho trovati di simili neanche nelle isole greche o in giro per il mondo.

    Frequentavo i primi anni il gruppo di Formentera guitars (conosciuti nell’89, ho passato un invenro sulla isola nel 90) perchè suonavo io anche e fondamentalmente i locali che adoro ora sono tutti lontani dalla spiaggia per evitare i miti e le leggende (e le veline e i calciatotori e i tatuaggi tribali). Ancora adesso la sosta pomeridiana alla Fonda sulla seggiolina di ferro appoggiata al muro a parlare con i camerieri e il personale ha per me un senso profondo. Ogni giorno mi inerpico alla Mola se ho tempo, il bar del faro fa dei mojtos che fanno pena ma mi piace andarci verso sera, sedermi fuori e godermi il vento della sera che ha un profumo di pietre cotte al sole.

    Ciao, e adesso….datemi addosso tutti 🙂

  7. Mitico…leggendario…ma come parli ? Sembri uscita da drive in, in puro stile anni 80.
    Ma quale mito ma quale leggenda.
    Ma ti sei vista bene cosa è diventato il blue bar negli ultimo anni ?
    Un posto di m***a con una musica atroce e con la peggio gente di tutta la isola.
    Prezzi folli, cibo normalissimo. Ti vendono pure il pareo spesso un micron a dei prezzi folli.
    Vedi di crescere e di amare l’isola senza egocentrismo e di non sguazzare tra miti e leggende. Che non esistono.

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