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Il mare (e la lana) d’inverno.

Cap de Barbaria

Qualcuno ha definito Formentera d’inverno desolata, spietata e insopportabile. Tito, un ragazzo argentino che lavora l’argento (è bellissimo e bravissimo lo trovate al Mercato della Mola o in giro) mi ha detto: solo chi ha un grande mondo interiore può fermarsi qui tutto l’anno. Io per ora nei mesi più freddi non ci ho mai messo piede. Però ho bisogno di sentirmi vicina a Formentera tutto l’anno, per questo voglio indossare un maglione di Esperanza…

Esperanza nel suo negozio

Esperanza Ferrer aprì con sua madre Rita Ferrer Suñer un negozio di abbigliamento per vendere i maglioni fatti a mano con la lana di Formentera ai turisti. I primi acquirenti furono proprio gli hippy alla fine degli anni sessanta. “Quando gli abitanti erano poveri – racconta Esperanza in una intervista – le donne erano costrette a fare loro stesse i vestiti”. Oggi le tre signore rimaste a sferruzzare lavorano tutte per lei.

Agnellino a Sant Francesc

Esperanza dice che il prezzo (si parte dai 50 euro circa) non rispecchia tutto il lavoro che c’è dietro ogni maglione, a cominciare dall’operazione di lavaggio, in cui la lana viene pulita con acqua e sapone in una tinozza, legata bene affinché non si intrecci poi nel gomitolo. Viene poi asciugata sugli alberi e poi tinta (si parla di cardatura a mano, anche se non me ne intendo molto).

Be’, che dire, quest’inverno scaldiamoci con la lana di Formentera.

Circa Stefania Campanella

Scrittrice di libri di viaggio a Formentera (ma non solo), grande conoscitrice dell'isola e fondatrice di Formentera Filo Blu, un'associazione no profit per promuovere l'isola più autentica. Copywriter e Content Manager come professione, amante del vino e della buone "onde" nel tempo libero.

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2 commenti

  1. Davide, molto bello il tuo pensiero. Secondo me vivere a Formentera tutto l’anno, soprattutto d’inverno, potrebbe anche aiutare a trovare tutto questo…..mi piacerebbe molto provarci….

  2. Credo che x vivere a Formentera tutto l’anno oltre a un grande mondo interiore ci voglia la medesima cura di chi si dedica a un mandala, la sensibilita di un pittore che dipinge al buio e la presa di coscienza che il quadro potrebbe non essere mai finito,  la capacita di ascolto di un compositore che regola la sua musica su un metronomo lento, la certezza che il tempo viene scandito dal flusso e riflusso del mare, la consapevolezza di adattare il proprio respiro a questo ritmo, l’attenzione al dettaglio e a ogni proprio pensiero anche il piu insignificante, la convinzione di star bene con se stessi, indipendentemente dal colore del cielo e del mare, la pazienza di aspettare che ogni volta l’isola rinasca e noi con lei       

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