“Cerco una casa a Formentera sul mare”
“Sì, anche io”. Rispondo a tutte le persone che mi scrivono per sapere dove andare a dormire (che poi io posso consigliare, ma non mi occupo di affittare case). E vorrei quella arancione e gialla che si trova più o meno al decimo chilometro.
In realtà, dormire davanti al mare, non è così semplice, anche se siamo su un’isola piccolissima. Alzarsi e tuffarsi senza prendere auto o moto è un privilegio che poche case di Migjorn posso permettersi. L’alternativa ideale per chi vuole avere “tutto comodo” (soprattutto con bambini al seguito) è affittare un appartamento a Es Pujols (che è sul mare), ma questo non soddisfa la seconda frase che si solito segue “però voglio stare fuori dal casino”. Eh ho capito. Ma non è possibile.
A Formentera si sceglie un ritmo. O quello delle onde, o quello dell’estate. Il primo è quello che si trova nei pressi del Talaya, dell’hostal Santi, di Rafalet, del Pueblo Balear (e non solo).
Un moto ondoso che smuove l’anima, che placa i contrasti, che alimenta il prana. Qui i rumori diventano sinfonie, i colori pennellate di un artista solitario e l’aria un mix di profumi mediterranei – rosmarino, salmastro, salvia selvatica, timo – che si rimpiangerà per tutto l’inverno. E neanche i bambini sono esenti da quello che io chiamo “spleen mediterraneo”.
Il ritmo dell’estate è quello più conosciuto: ci si alza, si pensa ai panini per il pranzo in spiaggia, magari al costume di ricambio. Leggerezza e relax. Si fa una passeggiata al porto, si mangia un gelato e se è mercoledì si fa un salto al mercatino della Mola (o domenica). La vacanza sarà comunque rigenerante e unica, perché il primo bagno nelle acque di Formentera strega un po’ tutti. Ma è un’altra cosa.
Se sapessi a chi chiederlo, io non vorrei capire dove dormire a Formentera, ma come non dormire mai: per non perdermi neanche un secondo di paradiso mentre mi trovo lì.

























