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Dove Formentera è più blu

Sembra assurdo, ma solo dopo quindici anni di vacanze e di perlustrazioni a Formentera scopro il tour in kayak. Un’esperienza imperdibile per tanti motivi: è facilissimo (non occorre esperienza), è divertentissimo (soprattutto se il “capogruppo” è Asier) ed è sensazionale remare sopra un’acqua che ricorda tonalità tailandesi.

Il primo tour che mi ha conquistato è stato quello che si organizza in occasione della luna piena. Vedere spuntare in cielo dalle piscine naturali la luna mentre il sole saluta dall’orizzonte lascia senza fiato. Ma per meravigliarsi fino in fondo consiglio il tour di tre ore (36 euro circa a persona). Si parte da Cala Saona, meglio se si è in due, perché i kayak prevedono una persona davanti e una dietro (se si è da soli ci si “accoppia” con altri “single”).

Dopo una brevissima spiegazione tecnica (ripeto: non serve nessuna esperienza), si inizia ad andare tutti insieme (noi eravamo circa quaranta persone) in direzione Cap de Barbaria. La prima cosa che mi ha emozionato è stata poter toccare l’isola con una mano metro dopo metro direttamente dall’acqua. In questa zona il mare è sempre calmissimo e questo rende la gita molto confortevole. Si rema, si osserva e si ascolta. Asier ci ha spiegato bene la questione della pietra marés (sapete perché in alcuni punti Formentera sembra tagliata con un precisione scientifica? Interessante storia…) e l’origine dell’isola, che coincide con la formazione delle Alpi.

Si continua con bagni facoltativi in insenature paradisiache. Non voglio svelare troppo, perché l’unico consiglio è andare alla scuola Municipal de vela della Savina e prenotare subito una escursione (andando al porto è una grande entrata sulla sinistra). Oppure tramite il sito (oltre al kayak, anceh windsurf, vela, ecc.). Per i soci del Formentera Filo Blu è previsto anche uno sconto.

Già mi manca il senso di libertà provato remando tra un azzurro e l’altro. C’è anche una sorpresa durante l’escursione che toglie il fiato, ma non voglio svelarla… Insomma non ci sono controindicazioni. L’unico vero pericolo è quello di innamorarsi di Asier, l’istruttore, per la sua simpatia, allegria e travolgente energia (peraltro, ha un glorioso passato legato alle Olimpiadi).

 

 

Circa Stefania Campanella

Scrittrice di libri di viaggio a Formentera (ma non solo), grande conoscitrice dell'isola e fondatrice di Formentera Filo Blu, un'associazione no profit per promuovere l'isola più autentica. Copywriter e Content Manager come professione, amante del vino e della buone "onde" nel tempo libero.

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Un commento

  1. E’ sempre bello venire qui sul tuo sito e scoprire cose nuove dell’isola. Pur essendo un pluri veterano (oddio che brutta parola snob…), o megli mi correggo “pensando di sapere tutto”, questa cosa mi era veramente nuova. Vorrei farlo assolutamente, mannaggia che l’ho scoperto adesso che sono appena tornato dal mio “finesettembreprimidiottobre” fantastico sull’isola. Ero andato in kayak alcuni anni fa ma partendo da Es Calo, in estate, questo giro organizzato da Asier sembra veramente intelligente e un modo di vedere l’isola dalla prospettiva dal mare, è entusiasmante, sono molto curioso di provare. Complimenti per l’articolo sono veramente curioso poi della sorpresa che toglie il fiato.
    Unico problema: e se la mia adorata fidanzata si innamora di Asier ?? :-(. Le dico che è pericolosissimo e ci vado da solo. Mi raccomando omertà…

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