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Formentera tra donne

Riprendo un testo contenuto in Formentera non esiste per parlare di donne, di scrittrici e di poco note Formentera lady:

Chi conosce Formentera, chi l’ha amata e vissuta sa che qui l’elemento femminile

è una linfa che dà vita a qualunque cosa si muova. 

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Cedo il post a Katiuscia Darici, dottoranda presso l’Università degli Studi di Verona in cotutela con l’Università Pompeu Fabra di Barcellona, specializzata in letteratura spagnola e comparata, che ringrazio moltissimo per avermi dato la possibilità di pubblicare un suo prezioso articolo su Montserrat Roig, scrittrice legata a Formentera e non ancora tradotta in italiano.

Formentera ha voce di donna. L’hora violeta di Montserrat Roig

di Katiuscia Darici

Reading islands is often reading oneself.

Sergio Perosa, From Islands to Portraits. Four Literary Variations, 2000.

mare-es-caloLe isole costituiscono da sempre un territorio prolifico di narrazioni. L’immaginario comune vi incontra uno spazio archetipico di meraviglia e terrore, un luogo in cui sperimentare avventure di magia e maledizione, dove affacciarsi al diverso da sé in un ambiente dotato di norme proprie. Basti pensare ai romanzi dell’isola, detti anche robinsoniadi. Dalla letteratura di naufragi a Defoe, il genere giunge fino ai nostri giorni in un continuo rimaneggiamento del modello che si adatta al trascorrere delle epoche.

L’isola è anche il luogo in cui i contrasti emergono, enfatizzati dall’azione avvolgente del mare e dall’esistenza di una frontiera naturale che conferisce al territorio in stretta relazione con l’acqua una dimensione liminare atta a produrre metafore. È in questo senso che va considerata L’hora violeta di Montserrat Roig (1980), romanzo di grande complessità strutturale, scritto e ambientato a Formentera. A ricordare l’importanza della scrittrice nel panorama culturale catalano, nel 2001 le autorità locali dell’isola hanno affisso una targa commemorativa in Carrer de Sant Agustí nella località di Es Caló.

Ne L’hora violeta, di cui non è stata ancora intrapresa la traduzione italiana nonostante il riconosciuto spessore dell’opera, sono presenti tutti i grandi temi che caratterizzano la poetica della scrittrice catalana (1946-1991), dalla memoria alla questione della lingua come strumento di affermazione della propria identità, al femminismo. Tuttavia questa cronaca sentimentale e di autoaffermazione della donna sembra non parlare dell’isola, visti i limitati richiami diretti a Formentera. Troviamo il faro de La Mola, per esempio, ma subito questo tentativo di assegnare consistenza all’isola viene sfumato in una generalizzazione in cui Formentera viene riportata alla condizione indefinita di un’isola qualsiasi del Mediterraneo per mezzo del sottotitolo del secondo capitolo (Natàlia lee La Odisea en una isla del Mediterráneo).

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Si tratta di una strategia che, nel mettere in dubbio l’esistenza dell’isola, la riporta su un piano di realtà attraverso le istanze dell’autrice e dei tre personaggi femminili del romanzo: Natàlia, fotografa, Norma, scrittrice e Agnés, casalinga. L’isola parla di fatto per voce delle protagoniste, attraverso un’indagine psicologica che sbaraglia le regole pensate dagli uomini, relegandoli, in qualità di mariti o amanti, a un ruolo di secondo piano. L’urgenza è quella di raccontare la vita altrui in parole e immagini. Particolare importanza viene data, infatti, alla fotografia nella volontà di delineare un nuovo ritratto di donna, in opposizione al modello femminile creato dalla società patriarcale franchista. Il romanzo che ne risulta è un continuo farsi, in cui le donne assumono il ruolo di registe al fine di organizzare il materiale narrativo secondo la loro soggettività e L’hora violeta, oltre che il romanzo che il lettore regge tra le mani, è anche un romanzo nel romanzo, che rimane incompiuto.

Per Montserrat Roig, parlare di Formentera e perciò dell’isola, significa indagare la profondità dell’animo umano, scandagliarne i limiti, arrivare a toccarne le zone oscure costruendo una molteplicità di discorsi che si materializza in una scrittura ibrida densa di significati, in cui l’isola parla di sé attraverso i procedimenti narrativi scaturiti dalla sua natura fatta di opposizioni, frontiere, contrasti.

 

Circa Stefania Campanella

Scrittrice di libri di viaggio a Formentera (ma non solo), grande conoscitrice dell'isola e fondatrice di Formentera Filo Blu, un'associazione no profit per promuovere l'isola più autentica. Copywriter e Content Manager come professione, amante del vino e della buone "onde" nel tempo libero.

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