Home » formentera autentica » L’immensità di Cap de Barbaria

L’immensità di Cap de Barbaria

Ci sono dei posti al mondo che piacciono a tutti. Sono luoghi assoluti. Belli per definizione. Cap de Barbaria (la gente dell’isola mette l’accento sulla seconda “a”) è uno di questi. Uno dei tre fari di Formentera, sassi sparsi e uno splendido orizzonte. Apparentemente non c’è molto altro. In piedi davanti all’Africa, terra lontana che fa arrivare con il vento la sua intensità, il faro domina l’immensità del mare e si riposa, dopo aver aiutato per secoli gli abitanti ad avvistare in anticipo gli attacchi dei barbari.

Per raggiungere questa parte, la più magica dell’isola, si passa su un “nastro” asfaltato che attraversa una zona priva di vegetazione. Colpa della grande depressione del 1929, per cui molti emigranti fecero ritorno a Formentera e, in mancanza di lavoro, se ne inventarono uno, iniziando a produrre carbone vegetale dagli alberi di Cap de Barbaria.

faro-autastrale

Intorno, non ci sono né negozi né locali. Solo un terreno di ciottoli ricoperto di rosmarino e di cardi e un vento che accarezza lo sguardo. Si tratta di correnti sentimentali che si formano ogni volta che si torna quassù, forse perché il paesaggio, anziché estendersi verso l’orizzonte, si espande nell’interiorità di chi lo guarda. Un faro, un promontorio brullo e una magia tattile, come quella che emanano le “colonne di pietra”, formate da rocce messe spontaneamente una sopra all’altra dalle tante persone passate di qua in momenti diversi. Ammonticchiate fino a raggiungere un equilibrio perfetto e inspiegabile. E tra respiri più profondi del solito e disequilibri alchemici, spicca il titano di luce, che di notte illumina tutta la volta celeste.

faro-stefania

Il momento ideale per andarci è nel tardo pomeriggio – ancora meglio se muniti di bibite per brindare al tramonto – o di notte, quando tutte le stelle sembrano fare festa. Sedendosi ai piedi del faro e guardando in alto, è possibile vedere più che un cielo stellato, una luce con qualche puntino oscuro di cielo sparso qua e là. Siamo sempre a Cap de Barbaria, dove i raggi di luce bianca, impegnati in una incessante e surreale rotazione, provano a indovinare il desiderio che qualcuno ha appena espresso. Tanto, è quasi sempre lo stesso: rimanere qui il più a lungo possibile.

Di giorno è diverso. È sempre un luogo irreale ma più accessibile per chi ha voglia di calarsi nel largo buco alla destra del faro. Anche nel film Lucía y el sexo, di Julio Medem, la protagonista, interpretata da Paz Vega, scende in questo ventre roccioso a strapiombo sul mare.

cova-foradada
Michisa

Ma la luce che inizia dalle sei del pomeriggio resta la migliore in assoluto per rendersi conto che andare al faro è un po’ come sognare.

cuore-fladies

L’espressione più terrena di Cap de Barbaria è un omonimo vino rosso, che ha vinto diversi premi europei oltre alla medaglia d’oro e al premio stampa al concorso internazionale “Emozioni dal mondo” nel 2010. Un assemblaggio di Cabernet sauvignon, Merlot e vitigni autoctoni, il Monastrell e il Fogoneu, coltivati su un piccolo appezzamento di terra e allevati ad alberello franco di piede. Un blend rinomato, grazie al terreno sabbioso e a un micro- clima d’eccezione. Quello di un luogo dell’anima.

 

da Formentera senza vie di mezzo, di Stefania Campanella, edizioni Pendragon (ESAURITO).

Circa Stefania Campanella

Scrittrice di libri di viaggio a Formentera (ma non solo), grande conoscitrice dell'isola e fondatrice di Formentera Filo Blu, un'associazione no profit per promuovere l'isola più autentica. Copywriter e Content Manager come professione, amante del vino e della buone "onde" nel tempo libero.

Leggi anche

Posti TOP a Formentera

La risposta è: ovunque. Tanto, sempre in Paradiso vi sentirete. Però, se dovessi proprio fare …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *