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Il Pirata di Formentera
Questa storia ha in sé valori di vita, emozioni, amicizia, musica e ambiente…
Il prossimo novembre si festeggeranno in Germania i 40 anni del Pirata Bus, il chiosco al km 11, uno dei primi di Formentera, aperto tutto l’anno..
La sua storia risale agli anni 70, quando Pascual – detto il Pirata – gestiva con l’amico Pablo una discoteca vicino ad Aragona (precisamente a Calatayud). Insieme trascorsero una vacanza a Formentera, seguendo degli hippy tedeschi, durante la quale decisero di vendere il locale per trasferirsi sull’isola, di comprare un autobus dismesso e di trasformarlo nel loro bar. Era appena nato il Pirata Bus, proprio tra le dune di Mitjorn e davanti a un mare azzurro.
Pablo dopo tre anni lasciò l’isola, ma Pascual rimase lì, portando avanti il bar, divenuto ormai un punto di riferimento per gli avventurieri di passaggio e per le chitarre più generose, che regalavano ogni sera note spontanee tra le dune.
Nel 1983 le leggi sull’ambiente comportarono la sostituzione del bar “con le ruote”: Pascual costruì una struttura in legno. Intanto, arrivava da quelle parti anche Edith, attuale moglie del Pirata.
Sono tutti al km 11: lei, Pascual, i tedeschi che giocano a petanca, tramonti mozzafiato e un’atmosfera immutata e positiva, informale e viva, che rende unico questo chiosco e la sua storia.
Il Pirata ha trovato anche una bella ispirazione artistica, a giudicare dai suoi quadri e le sue sculture in legno.
Insomma, Il Pirata Bus rientra a pieno titolo in quella Formentera meno di moda ma non per questo meno coinvolgente che da tantissimi anni vizia visitatori in cerca di atmosfere magiche. Esiste anche un video in cui il Pirata Bus presenta la sua Formentera.
Proprio quest’anno, a novembre, si festeggiano in Germania i suoi 40 anni a Formentera. Non ci resta che segnare in agenda. Con te partirò?
Per ulteriori info sulla festa può essere utile iscriversi al gruppo su facebook. Nel libro Formentera non esiste il Pirata Bus è a pagina 35.
Formentera Lady
Formentera Lady è il titolo di una canzone famosissima dei King Crimson, gruppo progressive rock inglese nato alla fine degli anni 60 mentre il sole tramonta scioglimi e liberami mentre le stelle brillano. Signora di Formentera danza per me Signora di Formentera misteriosa amante. Ma è anche il nome di una band bolognese che si formò negli anni 80.
Un eclettismo versatile e oggettivamente multiforme, che include ombre hard rock di scuola inglese, guarnizioni funky e allestimenti post-progressive, combinando coefficienti e dinamismi musicali policromi indie rock e via dicendo… Il loro ultimo cd si intitola proprio Formentera Lady e contiene una canzone intitolata Formentera no existe. Vi ricorda qualcosa?
Anima della band è Maurizio Ferlini, che conobbi lo scorso ottobre mentre scrivevo il libro. Casualmente, anche loro stavano incidendo il nuovo disco e così mi invitarono a scrivere il testo in spagnolo di un loro pezzo samba ibridado in rock. Eccone un’anteprima:
E quindi andiamo cercando, chiediamo una speranza e niente più, alla sua anima al suo mistero e ai suoi sentieri, sognando di più, e il tuo sguardo: un miracolo senza pericolo e niente più, non chiedo di più, più di un’isola che vive dentro di te e niente di più. La mia follia si chiama Formentera, niente di più…
Per chi volesse approfondire, ecco una accurata recensione di ogni singolo pezzo e se volete acquistarlo (prezzo 10 euro) potete farlo direttamente sul sito www.formenteralady.it. La canzone The Angel è davvero imperdibile.
Fa piacere scoprire una bella realtà musicale e un altro splendido omaggio alla isla. In bocca al lupo!
Azzurri a Mitjorn
Formentera è un’isola che non esiste anche perché è sempre diversa. Un fiume che è sempre lo stesso ma non è mai lo stesso… Lo sa bene Lionello, un pittore italiano che dipinge dei bellissimi acquerelli azzurri, ritraendo Cap de Barberia seduto a Mitjorn.
C’è davvero un po’ di isola in ogni suo quadro, dal più piccolo al più grande. E dalle isole Lionello sembra essere conquistato: da più di venti anni in primavera si reca a Terschelling, una delle isole Frisone. Anche quei colori nordici tanto diversi dai mediterranei di Formentera finiscono nelle sue emozionanti tele, che rilassano chi guarda trasportandolo in atmosfere di pace.
Sono tanti gli artisti rapiti dalla magia di quest’isola, che fa da musa e da modella per opere che sono quasi sempre un trionfo di sfumature di azzuri, sempre diverse.
Lionello è uno tra i più innamorati del posto e da poco si è trasferito (sempre per amore) a Ibiza. Da qualche giorno ha festeggiato il suo compleanno, indovinate dove?
Tanti auguri Mister Dylan

Una foto di Bob Dylan da giovane
Oggi la leggenda musicale compie 69 anni. Ecco una traduzione e un riassunto del bell’articolo uscito il 30 aprile sul Diario di Ibiza. Ma alla fine, sorge qualche dubbio…
Nel marzo del 1967 prese la barca che lo portava a Formentera. Il prezzo del biglietto era di 14 pesetas. In quello stesso anno, veniva istallato nel fondo del mare il primo tubo elettrico che arrivava a Ibiza per portare energia all’industria del sale. Dylan nel 1966 aveva avuto un incidente in moto a Woodstock, vicino casa sua, e questa fu una scusa per concedersi una piccola fuga dal successo e dal suo ruolo di leader di un movimento giovanile di cui era diventato il portavoce principale.

Giovani a Woodstock
D’accordo con la moglie di quel tempo, Sara (che peraltro l’11 luglio di quell’anno diede alla luce Anna Lea), passò nell’isola una settimana della primavera del 1967, su suggerimento del poeta Allen Ginsberg, durante la quale venne in contatto con un attore del Living Theater che diventerà il suo inseparabile autista durante questo soggiorno. Si pensa che alloggiasse nella casetta affianco al Molì Vell.
Dylan conobbe presto Pepe Tur, che nel 1953 aveva creato il Fonda Pepe, destinato a divenire un bar storico. Un altro locale frequentato da Dylan era la Cantina Mari Jusùs (attuale Blue Bar).

- Una foto di Reinald Wunsche
A Formentera Dylan si ispirerà per alcuni pezzi dell’album John Wesley Harding e anche per Taràntula. Dopo che Bob se ne andò e dopo la celebrazione a San Francisco (California) “dell’estate dell’amore”, cento hippy arrivarono a Formentera.
Il compleanno di Dylan verrà per questo festeggiato dalla gente dell’isola al Fonda Pepe.
Fine articolo.
La presenza di Dylan a Formentera resta però tutta da dimostrare. In quanto:
Nessuno dei biografi più accreditati (Clinton Heylin, Howard Souness, Robert Shelton) parla di soggiorni a Formentera e non sembrano esistere foto del soggiorno sull’isola.
La risposta potrebbe arrivare presto dal libro Million Dollar Bash, di Sid Griffin, accreditato dylanologo. Si tratta di un volume totalmente dedicato all’analisi di quell’anno (1967). Purtroppo non è ancora stato pubblicato in Italia, ma potrebbe essere la fonte giusta per risolvere il mistero: se Dylan ha soggiornato a Formentera, lì sicuramente se ne parla.

Il libro di Sid Griffin
Ma allora c’è stato o non c’è stato? Se qualcuno fosse a conoscenza di altre testimonianze di questo soggiorno, o fosse in possesso di foto è invitato a condividerle, in quanto il fine ultimo è solo quello di sapere se si tratta di una leggenda su una leggenda o se davvero Bob Dylan passò da queste parti. Una cosa è certa: oggi è il suo compleanno quindi, in ogni caso, tanti auguri Mister Dylan.
(Un grazie a Silvano per la preziosa consulenza).
Béni: un’isola nel cuore
[Approfondimento di pagina 23 del libro Formentera non esiste]
Formentera è un’isola che soddisfa tutti e cinque i sensi. Ma è soprattutto la vista a potersi sbizzarrire in vertiginose montagne russe emozionali, che si percorrono mentalmente davanti allo spettacolo della natura dell’isola. Ma non sono solo le spiagge a colorare le immagini più belle. Basta avvicinarsi all’opera del fotografo che scattò più di trentamila fotografie a Formentera per rendersene conto.
Béni Trutmann è stato un fotografo svizzero che ha amato questo posto per tutta la vita. Arrivò qui nel 1958 a ventitré anni e subito sentì l’impulso di immortalare gli usi e i costumi, i paesaggi e gli scorci che gli avrebbero fatto da scenografia fino al 2002, anno in cui è scoparso, nella sua casa alla Mola.
Ogni anno si svolge un concorso di fotografia che gli rende omaggio, rendendo protagonisti l’incanto e la bellezza di Formentera. Il concorso è dedicato alla natura, ai paesaggi, alla fauna e alla flora. Per ricordare un uomo che voleva “preservare il patrimonio culturale per le generazioni future”
e a cui stava a cuore anche la salute dell’isola, come dimostra la sua partecipazione a fine anni 80 alla mostra Bellezza e Distruzione di un’isola (1988).
Se andate in vacanza a Formentera, l’invito è di provare a puntare il vostro obiettivo non solo al mare, ma anche verso ciò che è dietro di voi: una natura incredibile e una storia infinita. Unica raccomandazione, senza salire sulle dune…
Il Mercato della Mola
Il mercoledì e la domenica, durante i mesi estivi, dalle 16.00 in poi si comincia a vendere uno sciame di motorini che si dirige verso la Mola (la parte più alta dell’isola). È il richiamo dello shopping. Infatti, in questi due giorni si svolge il variopinto e coinvolgente mercato “hippy” di Formentera, la fira artesanal (fiera artigianale).
In realtà, si tratta di bancarelle dove espongono veri e propri artigiani dell’isola, non solo quelli che stabilirono qui nel pieno degli anni 60. L’ultimo hippy autentico rimasto, si dice, è il mitico Eric, che accompagna magistralmente con la sua chitarra gli acquisti dei visitatori.
Tra un banco e l’altro si potranno ammirare e acquistare – sempre accompagnati da qualche esibizione musicale – tantissimi prodotti creati con materiali naturali, dal legno alla pietra, dal cuoio all’argento. Ma anche quadri e sculture ispirati all’isola. Tutti Made in Formentera. Come i colorati ciondoli di Tania, che vive proprio alla Mola.

Questo imperdibile mercato fu creato da alcuni artigiani e artisti diversi anni fa. Uno di loro è il celebre Eric Majoral, che si stabilì qui nel 1973, iniziando a creare dei gioielli, che da Formentera sono arrivati fino a New York. Nel suo sito si legge una dedica “…All’isola che con i suoi paesaggi e la sua gente mi ha concesso il privilegio di vivere in un contesto unico e gratificante”.
Hippy e Maestri al Fonda Pepe
Negli anni 60 a Formentera c’erano i peluds (=capelloni), gli hippy, così chiamati dagli abitanti dell’isola, che vagavano in cerca di amore e di libertà tra il Blue Bar di Migjorn, la Mola e il bar che li ospitava al tempo: Il Fonda Pepe. Niente elettricità e solo strade sterrate e l’incanto di un’isola meravigliosa dimenticata dal mondo. La foto che vedete è senz’altro la più bella e significativa scattata al tempo. Il fotografo è Reinald Wünsche (Berlino 1943/Formentera 2008). Tutti gli scatti di questo Maestro, purtroppo scomparso, raccontano tempi e sogni lontani, ma sono un patrimonio fotografico imperdibile. Oggi al Fonda Pepe si va per mangiare una Paella barata (economica), ma i chupitos (bicchierini di liquore) serviti al bar che precede la sala ristorante hanno ancora il sapore di quegli anni.







































