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Formentera LIVE: 7 giugno a Roma
Lunedì sera alle ore 22.00 inizierà presso il locale 79′rs in via del Pellegrino 79 un concerto dedicato alle canzoni legate a Formentera: Pink Floyd, Jarabe de Palo, Peter Gabriel, Chris Rea, ecc. L’ingresso è gratuito. Una serata accompagnata anche da video e da fotografie dell’isola per sentirsi vicini a Formentera, anche da lontano. È gradito l’infradito.
Durante la serata chi vorrà potrà anche acquistare il libro “Formentera non esiste“e scambiare due chiacchiere con l’autrice.
C’era una volta il grano
Formentera basa la sua economia sul turismo, attratto soprattutto dalle sue bellissime spiagge. Ma in passato, la sabbia non aveva nessun valore. Anche nelle eredità, i terreni sabbiosi non venivano considerati. Il nipote del proprietario antico di Espalmador racconta che l’isolotto venne ceduto a un prezzo bassissimo, in quanto lì non vi cresceva nulla.
Essendo un’isola dove la terra produce pochi frutti, è stato il grano, in passato, ad aver rappresentato una risorsa fondamentale per gli abitanti dell’isola. Lo stesso nome Formentera deriva da frumentaria (o almeno questa è l’ipotesi più accreditata).
Per questo non si può perdere una visita al Molì Vell, il vecchio Mulino, situato alla Mola.
Oggi è ancora custodito da un esponente della famiglia che per generazioni lo ha gestito. Costruito nel 1778, quando l’isola iniziava a essere ripopolata dopo tanti anni di abbandono, l’unico mulino delle isole Pitiuse (le isole dei pini, Ibiza e Formentera) con la qualifica di stato funzionante.
En Juan, l’ultimo molinero, è colui che possiede le chiavi di questa importante costruzione dell’isola. È lui a raccontare che nella minuscola casetta al lato del mulino soggiornò Bob Dylan alla fine degli anni 60.
Ecco perché il grano appare nello stemma dell’isola, che raffigura appunto una spiga, la torre e il mare.
Le torri sono il simbolo della difesa, dove si riparavano gli abitanti in caso di attacco degli invasori. E il mare, naturalmente. Tornando al grano, esiste una celebre dichiarazione d’amore (che recita il cantico dei Cantici) che lo nomina. Per questo nel libro Formentera non esiste è dedicata proprio a Formentera:
DELIRIO N°1: No
Formentera è anche un’isola in cui le passioni si estremizzano. Nel libro sono incluse dieci poesie, chiamate Deliri, abbinate a dieci scatti a colori di fotografi professionisti. Tranne il primo, la cui foto è stata scattata da me il giorno dopo aver deciso di scrivere Formentera non esiste.
Vedere questo scoglio dalla forma simile all’isola mi è sembrato un segno benaugurante, anche perché il giorno dopo, già non esisteva più. Le acque lo avevano trasformato…
Vi presento il primo dei dieci deliri del libro: No
Morta a galla è la smania che ho di te.
Come una sopravvivenza turbolenta di divise unioni.
Non limitiamoci a sommare sospiri per giudicare.
Siamo già stati e nel buio di un’alba ritorneremo.
Quando la stella cade dove il desiderio si accende.
Ho le vene esauste di te, mia adorata musa di inevitabili alcove.
Béni: un’isola nel cuore
[Approfondimento di pagina 23 del libro Formentera non esiste]
Formentera è un’isola che soddisfa tutti e cinque i sensi. Ma è soprattutto la vista a potersi sbizzarrire in vertiginose montagne russe emozionali, che si percorrono mentalmente davanti allo spettacolo della natura dell’isola. Ma non sono solo le spiagge a colorare le immagini più belle. Basta avvicinarsi all’opera del fotografo che scattò più di trentamila fotografie a Formentera per rendersene conto.
Béni Trutmann è stato un fotografo svizzero che ha amato questo posto per tutta la vita. Arrivò qui nel 1958 a ventitré anni e subito sentì l’impulso di immortalare gli usi e i costumi, i paesaggi e gli scorci che gli avrebbero fatto da scenografia fino al 2002, anno in cui è scoparso, nella sua casa alla Mola.
Ogni anno si svolge un concorso di fotografia che gli rende omaggio, rendendo protagonisti l’incanto e la bellezza di Formentera. Il concorso è dedicato alla natura, ai paesaggi, alla fauna e alla flora. Per ricordare un uomo che voleva “preservare il patrimonio culturale per le generazioni future”
e a cui stava a cuore anche la salute dell’isola, come dimostra la sua partecipazione a fine anni 80 alla mostra Bellezza e Distruzione di un’isola (1988).
Se andate in vacanza a Formentera, l’invito è di provare a puntare il vostro obiettivo non solo al mare, ma anche verso ciò che è dietro di voi: una natura incredibile e una storia infinita. Unica raccomandazione, senza salire sulle dune…
Formentera non esiste: la genesi
Nessuna cosa è degna della sforzo che si fa per ottenerla, scrisse Stendhal. Non tutti sono d’accordo con questo aforisma, ma a me è sempre piaciuto. Se si potessero includere tutte le fatiche che ci sono volute per realizzare una qualunque cosa, cambierebbe la percezione della cosa stessa.
Qui a fianco, si vede in anteprima la copertina che esce dalle macchine. Il libro, invece, uscirà tra due settimane. L’idea nacque in una notte di mezza estate, chiacchierando intorno a un tavolo con degli amici vicino Sant Francesc. Uno di loro disse che Formentera non esisteva. E aveva ragione. Formentera è tutto, tranne che un’isoletta del Mediterraneo.
Così, trovai un’alleata (Sonia, di Depistando, che lavora d’estate a Formentera), una casa editrice (la Di Virgilio Editore) e mi misi all’opera. Cominciai a intervistare artisti e musicisti, a cercare sotto ogni sasso storie e curiosità sull’isola e ad ascoltare la voce del mare e i sussurri del vento, ritrovandomi anche in epoche diverse, come gli anni 60.
Tra deliri, sogni e testimonianze Formentera non esiste racconta – soprattutto a chi crede che Formentera sia solo un’isola di aperitivi – le sue leggende e le sue follie, i suoi protagonisti e la sua arte. Ma lo fa senza nessuna pretesa di aver detto tutto quello che c’era da dire.
Dalla prossima settimana, chi vorrà potrà finalmente leggerlo, richiedendolo dal sito, o acquistandolo a Formentera (e in alcune librerie che comunicherò in questo blog).
Nello stesso tempo, se conoscete una Formentera inedita fatevi pure avanti, come già stanno facendo gli iscritti del gruppo su facebook (se ci capitate non perdetevi la chicca di Giorgio del chiringuito versione invernale) o su flickr, se avete delle immagini che volete condividere con chi ha voglia di “guardare oltre le dune” di questa fantastica isola.
Non solo aperitivi
In Italia tutti conoscono Formentera per le sue spiagge caraibiche e per gli aperitivi al tramonto, consumati tra Mojito e Sangrie bianche. Ma paradossalmente, proprio gli italiani che hanno colonizzato l’isola dalla fine degli anni 90 non conoscono molto di questa isola. Ad esempio, sono davvero in pochi a sapere che i Pink Floyd furono ispirati proprio da Migjorn per scrivere “The dark side of the moon” e che il sale prodotto sull’isola è particolarmente sano e si vende in stato liquido.
Questo blog nasce come supporto a Formentera non esiste, il libro di prossima uscita in cui verranno raccontate molte delle storie e delle curiosità legate a Formentera. Un’idea nata la scorsa estate bevendo Hierbas con l’obiettivo di mostrare “the dark side of the island… “.
Leggende, artisti, musica, gastronomia… inizia un viaggio nella magia di un luogo insospettabilmente infinito. Chi vuole seguirmi allacci pure la cintura, si parte…
L’imprimatur si avvicina
Domenica ho finito di scrivere l’ultimo capitolo del libro su Formentera che uscirà a breve.
Ho iniziato a lavorare il 15 settembre 2009, quindi inutile dire che ha accompagnato le mie giornate e, soprattutto le mie nottate, per molti mesi.
Questo blog nasce per potervi aggiornare su tutte le informazioni riguardanti Formentera non esiste e per aprire un dialogo con chi sa – o vuole scoprire – che Formentera non si riassume in un aperitivo.
Intanto, aspettando l’imprimatur, vi lascio il link a flickr, per poter condividere le foto più belle dedicate all’isola e il link al gruppo di facebook.
A presto,

































