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Formentera LIVE: 7 giugno a Roma
Lunedì sera alle ore 22.00 inizierà presso il locale 79′rs in via del Pellegrino 79 un concerto dedicato alle canzoni legate a Formentera: Pink Floyd, Jarabe de Palo, Peter Gabriel, Chris Rea, ecc. L’ingresso è gratuito. Una serata accompagnata anche da video e da fotografie dell’isola per sentirsi vicini a Formentera, anche da lontano. È gradito l’infradito.
Durante la serata chi vorrà potrà anche acquistare il libro “Formentera non esiste“e scambiare due chiacchiere con l’autrice.
Tanti auguri Mister Dylan

Una foto di Bob Dylan da giovane
Oggi la leggenda musicale compie 69 anni. Ecco una traduzione e un riassunto del bell’articolo uscito il 30 aprile sul Diario di Ibiza. Ma alla fine, sorge qualche dubbio…
Nel marzo del 1967 prese la barca che lo portava a Formentera. Il prezzo del biglietto era di 14 pesetas. In quello stesso anno, veniva istallato nel fondo del mare il primo tubo elettrico che arrivava a Ibiza per portare energia all’industria del sale. Dylan nel 1966 aveva avuto un incidente in moto a Woodstock, vicino casa sua, e questa fu una scusa per concedersi una piccola fuga dal successo e dal suo ruolo di leader di un movimento giovanile di cui era diventato il portavoce principale.

Giovani a Woodstock
D’accordo con la moglie di quel tempo, Sara (che peraltro l’11 luglio di quell’anno diede alla luce Anna Lea), passò nell’isola una settimana della primavera del 1967, su suggerimento del poeta Allen Ginsberg, durante la quale venne in contatto con un attore del Living Theater che diventerà il suo inseparabile autista durante questo soggiorno. Si pensa che alloggiasse nella casetta affianco al Molì Vell.
Dylan conobbe presto Pepe Tur, che nel 1953 aveva creato il Fonda Pepe, destinato a divenire un bar storico. Un altro locale frequentato da Dylan era la Cantina Mari Jusùs (attuale Blue Bar).

- Una foto di Reinald Wunsche
A Formentera Dylan si ispirerà per alcuni pezzi dell’album John Wesley Harding e anche per Taràntula. Dopo che Bob se ne andò e dopo la celebrazione a San Francisco (California) “dell’estate dell’amore”, cento hippy arrivarono a Formentera.
Il compleanno di Dylan verrà per questo festeggiato dalla gente dell’isola al Fonda Pepe.
Fine articolo.
La presenza di Dylan a Formentera resta però tutta da dimostrare. In quanto:
Nessuno dei biografi più accreditati (Clinton Heylin, Howard Souness, Robert Shelton) parla di soggiorni a Formentera e non sembrano esistere foto del soggiorno sull’isola.
La risposta potrebbe arrivare presto dal libro Million Dollar Bash, di Sid Griffin, accreditato dylanologo. Si tratta di un volume totalmente dedicato all’analisi di quell’anno (1967). Purtroppo non è ancora stato pubblicato in Italia, ma potrebbe essere la fonte giusta per risolvere il mistero: se Dylan ha soggiornato a Formentera, lì sicuramente se ne parla.

Il libro di Sid Griffin
Ma allora c’è stato o non c’è stato? Se qualcuno fosse a conoscenza di altre testimonianze di questo soggiorno, o fosse in possesso di foto è invitato a condividerle, in quanto il fine ultimo è solo quello di sapere se si tratta di una leggenda su una leggenda o se davvero Bob Dylan passò da queste parti. Una cosa è certa: oggi è il suo compleanno quindi, in ogni caso, tanti auguri Mister Dylan.
(Un grazie a Silvano per la preziosa consulenza).
C’era una volta il grano
Formentera basa la sua economia sul turismo, attratto soprattutto dalle sue bellissime spiagge. Ma in passato, la sabbia non aveva nessun valore. Anche nelle eredità, i terreni sabbiosi non venivano considerati. Il nipote del proprietario antico di Espalmador racconta che l’isolotto venne ceduto a un prezzo bassissimo, in quanto lì non vi cresceva nulla.
Essendo un’isola dove la terra produce pochi frutti, è stato il grano, in passato, ad aver rappresentato una risorsa fondamentale per gli abitanti dell’isola. Lo stesso nome Formentera deriva da frumentaria (o almeno questa è l’ipotesi più accreditata).
Per questo non si può perdere una visita al Molì Vell, il vecchio Mulino, situato alla Mola.
Oggi è ancora custodito da un esponente della famiglia che per generazioni lo ha gestito. Costruito nel 1778, quando l’isola iniziava a essere ripopolata dopo tanti anni di abbandono, l’unico mulino delle isole Pitiuse (le isole dei pini, Ibiza e Formentera) con la qualifica di stato funzionante.
En Juan, l’ultimo molinero, è colui che possiede le chiavi di questa importante costruzione dell’isola. È lui a raccontare che nella minuscola casetta al lato del mulino soggiornò Bob Dylan alla fine degli anni 60.
Ecco perché il grano appare nello stemma dell’isola, che raffigura appunto una spiga, la torre e il mare.
Le torri sono il simbolo della difesa, dove si riparavano gli abitanti in caso di attacco degli invasori. E il mare, naturalmente. Tornando al grano, esiste una celebre dichiarazione d’amore (che recita il cantico dei Cantici) che lo nomina. Per questo nel libro Formentera non esiste è dedicata proprio a Formentera:
La Mola nascosta: tra rave e leggende
Tutta la Mola, la parte più alta dell’isola, è caratterizzata dalla presenza di tantissime grotte .
Molte, racchiudono leggende legate a pirati e a strane storie. Alla maggior parte si accede via mare, ma alcune, come la Cova de Estrips, si puà raggiungere solo a piedi. Si trova infatti a picco sul mare.
La caratteristica principale è la sensazione di allontanamento dal mondo che si prova a entrarci dentro. Spingendosi un po’ al suo interno, dall’apertura si vede il cielo e non il mare. Ci si sente più vicini al cuore della terra…
Ma a riportare alla realtà è una macchina scavatrice posizionata dentro la grotta sulla sinistra (entrando). Pare che negli anni 80 fossero iniziati i lavori per costruirci dentro una discoteca ma che poi, fortunatamente, furono interrotti. La macchina però è ancora lì, a ricordare questa stravagante iniziativa. Ogni tanto, la Cova si trasforma lo stesso in discoteca in occasione di qualche rave.
Dal libro Formentera non esiste, Fino alla fine del mondo pagina 19:
Se a Cap de Barberia tutto comincia, qui tutto pare volgere alla fine. La Mola è un luogo trascendentale, poco terreno. Durante le notti estive i delfini urlano dal basso per ricordare che si tratta di un posto incantato. L’energia entra ed esce dalle sue innumerevoli grotte e anima i personaggi delle sue leggende. Pirati uccisi dal fumo dei nemici (Cova de Fum), sagome bianche (come le streghe di Sa Cala) o grotte malefiche (nella Cova Mala si può entrare solo due volte, alla terza si muore). Prima di addentrarsi nella notte delle streghe, vale la pena tornare indietro dal faro per fare ancora un giro. Dopo alcune case abbandonate e un campo con una vecchia sedia, ottima come soggetto per una bella foto al tramonto, si arriva a Cova des Estrips, una grotta che si affaccia sul mare; negli anni 80 qualcuno pensò di costruirci dentro una discoteca. Fortunatamente, i lavori furono bloccati, anche se all’interno è ancora presente la macchina scavatrice.

La scavatrice rimasta nella grotta della Mola
Béni: un’isola nel cuore
[Approfondimento di pagina 23 del libro Formentera non esiste]
Formentera è un’isola che soddisfa tutti e cinque i sensi. Ma è soprattutto la vista a potersi sbizzarrire in vertiginose montagne russe emozionali, che si percorrono mentalmente davanti allo spettacolo della natura dell’isola. Ma non sono solo le spiagge a colorare le immagini più belle. Basta avvicinarsi all’opera del fotografo che scattò più di trentamila fotografie a Formentera per rendersene conto.
Béni Trutmann è stato un fotografo svizzero che ha amato questo posto per tutta la vita. Arrivò qui nel 1958 a ventitré anni e subito sentì l’impulso di immortalare gli usi e i costumi, i paesaggi e gli scorci che gli avrebbero fatto da scenografia fino al 2002, anno in cui è scoparso, nella sua casa alla Mola.
Ogni anno si svolge un concorso di fotografia che gli rende omaggio, rendendo protagonisti l’incanto e la bellezza di Formentera. Il concorso è dedicato alla natura, ai paesaggi, alla fauna e alla flora. Per ricordare un uomo che voleva “preservare il patrimonio culturale per le generazioni future”
e a cui stava a cuore anche la salute dell’isola, come dimostra la sua partecipazione a fine anni 80 alla mostra Bellezza e Distruzione di un’isola (1988).
Se andate in vacanza a Formentera, l’invito è di provare a puntare il vostro obiettivo non solo al mare, ma anche verso ciò che è dietro di voi: una natura incredibile e una storia infinita. Unica raccomandazione, senza salire sulle dune…
Sete Blu
Sempre il mare uomo libero amerai…
Il primo capitolo del libro “Formentera non esiste” si intitola Sete blu perché parla del mare. Quello che ha reso famosa Formentera in tutta Europa per i suoi colori caraibici.
Anche se siamo tutti abituati a vederlo da fuori, vale davvero la pena tuffarsi in questo azzurro per scoprire la bellezza dei suoi fondali e dei suoi abitanti.
Nelle acque di quest’isola vivono fantastici pesci, come quelli che appaiono in questo video girato da una delle scuole di sub presenti a Formentera.
L’evento che celebra la vita sommersa dell’isola è la Settimana della Fotografia Subacquea, una competizione che premia la foto più bella scattata alla fauna e alla flora di queste acque.
Una piccola anteprima tratta dal capitolo Sete Blu:
In questo mare vivono moltissimi pesci, un po’ disturbati forse dal turismo intenso degli ultimi anni. Non mancano neanche i delfini, qualcuno li ha avvistati a Espalmador, dalla Mola o – sarà un’altra leggenda? – accanto alle barche con a bordo una donna incinta. Deve essere sorprendente esplorare i suoi fondali, come avviene durante un’altra manifestazione che celebra il mare: la Settimana della fotografia subacquea, giunta già alla sua seconda edizione. Scatti di vite sommerse, con divertenti primi piani di alcuni straordinari abitanti del fondo marino, davvero fotogenici, come dentici, saraghi e murene. Un mare paradisiaco non poteva non attrarre anche il pesce più cattolico, il pesce San Pietro: su richiesta di Gesù, Pietro afferrò questo pesce per estrarre una moneta d’oro e così le sue impronte rimasero sui fianchi del pesce che, infatti, riporta due cerchi laterali. Ma l’oscurità aspetta i più temerari a circa trenta metri di profondità, per incontrare alcuni barracuda, quelli che hanno occupato la piattaforma galleggiante affondata nel 1996, usata in passato come vivaio…
Il Mercato della Mola
Il mercoledì e la domenica, durante i mesi estivi, dalle 16.00 in poi si comincia a vendere uno sciame di motorini che si dirige verso la Mola (la parte più alta dell’isola). È il richiamo dello shopping. Infatti, in questi due giorni si svolge il variopinto e coinvolgente mercato “hippy” di Formentera, la fira artesanal (fiera artigianale).
In realtà, si tratta di bancarelle dove espongono veri e propri artigiani dell’isola, non solo quelli che stabilirono qui nel pieno degli anni 60. L’ultimo hippy autentico rimasto, si dice, è il mitico Eric, che accompagna magistralmente con la sua chitarra gli acquisti dei visitatori.
Tra un banco e l’altro si potranno ammirare e acquistare – sempre accompagnati da qualche esibizione musicale – tantissimi prodotti creati con materiali naturali, dal legno alla pietra, dal cuoio all’argento. Ma anche quadri e sculture ispirati all’isola. Tutti Made in Formentera. Come i colorati ciondoli di Tania, che vive proprio alla Mola.

Questo imperdibile mercato fu creato da alcuni artigiani e artisti diversi anni fa. Uno di loro è il celebre Eric Majoral, che si stabilì qui nel 1973, iniziando a creare dei gioielli, che da Formentera sono arrivati fino a New York. Nel suo sito si legge una dedica “…All’isola che con i suoi paesaggi e la sua gente mi ha concesso il privilegio di vivere in un contesto unico e gratificante”.
Sex in the island
Lucia e il Sesso è un film del regista spagnolo Julio Medem (del 2001) interamente girato a Formentera. “Quest’isola è un gigantesco coperchio, non poggia su nulla, è tutta fatta di buchi, e quando c’è la tempesta, gli abitanti hanno il mal di mare e non sanno il perché” sente dire la protagonista appena arriva sull’isola.
È la storia di una donna che per fuggire al suo passato si rifugia nell’isola, entrando a far parte di un intreccio di altri drammi e di passioni, raccontato spesso con scene erotiche. Questo è un montaggio delle migliori scene (bellissime le riprese al faro):
Paz Vega non necessita di presentazioni. L’altra attrice che compare nel film, Najwa Nimri, fa anche la cantante (a sua hit più famosa è Dead for you) e Julio Meden ha appena ultimato Habitación en Roma, la storia di un amore lesbico, presentato al Festival del Cinema di Berlino. Le musiche di Lucia y el Sexo sono di Alberto Iglesias che ha lavorato in tutti i film di Pedro Almodóvar, tra cui anche “Los Abrazos Rotos”.
Per me la vera protagonista del film è una Formentera spettacolare, come quella della lingua di Illetes completamente deserta.
Hippy e Maestri al Fonda Pepe
Negli anni 60 a Formentera c’erano i peluds (=capelloni), gli hippy, così chiamati dagli abitanti dell’isola, che vagavano in cerca di amore e di libertà tra il Blue Bar di Migjorn, la Mola e il bar che li ospitava al tempo: Il Fonda Pepe. Niente elettricità e solo strade sterrate e l’incanto di un’isola meravigliosa dimenticata dal mondo. La foto che vedete è senz’altro la più bella e significativa scattata al tempo. Il fotografo è Reinald Wünsche (Berlino 1943/Formentera 2008). Tutti gli scatti di questo Maestro, purtroppo scomparso, raccontano tempi e sogni lontani, ma sono un patrimonio fotografico imperdibile. Oggi al Fonda Pepe si va per mangiare una Paella barata (economica), ma i chupitos (bicchierini di liquore) serviti al bar che precede la sala ristorante hanno ancora il sapore di quegli anni.














































