Formentera a forma di donna

di Davide Scalzotto, vicepresidente Formentera Filo Blu

Se Formentera è donna, le donne di Caterina Zacchetti, modellate nella terracotta, sono Formentera.
Dice lei stessa sul suo sito: “…volti sognanti, curve dolci ma provocanti, vita esile, di un’apparente fragilità. Ma gambe robuste e sinuose, perché nonostante i sogni la donna è forte, indipendente, caparbia, piena di risorse di fronte alla sfida della vita”. Forme diverse, sensualità, un gioco di vuoti e pieni: proprio come Formentera. E forse non è un caso.
Caterina, artista di 35 anni di Milano, a Formentera ha vissuto un anno e mezzo. Come molti italiani se ne è innamorata durante una vacanza, nel 2002. Poi ci si è fermata anche in inverno, per lavorare con Choppy, l’artista hippy che sull’isola ha lasciato inconfondibili tracce.
«Formentera mi ha conquistata, e mi chiedo ancora perché. I colori, l’atmosfera, la solitudine che non dà mai un senso di vuoto, ma che ti costringe a guardarti dentro. Adoro Levante, è il mio posto preferito. Non riesco ancora a spiegarmi il fascino di questa isola. So solo che non ci vado da 4 anni e ogni volta che ci penso mi viene un tuffo al cuore». Caterina sa che quel “filo blu” che la lega all’isola, la congiunge anche a tantissime altre persone che hanno il medesimo sentire. Ed è quel “sentire” da cui nasce un’ispirazione per creare qualcosa che richiama l’isola. Nel caso di Caterina, per modellare le sue sculture.

«Non so quanto ci sia dell’isola nelle mie sculture – dice – Ho sempre disegnato donne, mi piace modellare la terracotta (ma lavoro anche con il filo di rame) e mi sento contenta quando vedo che le forme hanno raggiunto la loro armonia, che le rotondità hanno smussato gli spigoli, che c’è continuità nelle forme».
GUARDA IL VIDEO DELL’ESPOSIZIONE A FORMENTERA.

«A Formentera, dopo aver lavorato con Choppy – racconta ancora – ho vissuto in inverno. Ho scoperto che non è facile, per una donna, lavorare sull’isola in inverno. Gli uomini si arrangiano, trovano lavoro magari nell’edilizia, ma una donna ha più difficoltà».
«Eppure – prosegue – Formentera mi ha incantato anche nelle persone. I rapporti non sono mai banali, conosci gente sempre interessante. C’è un senso di leggerezza che non è mai superficialità».
Inevitabile l’amore. «Sì – racconta – sull’isola mi sono anche innamorata. Per amore sarei dovuta andare a Barcellona, ma alla fine ho scelto l’isola e sono rimasta ancora un altro po’».
I dipinti son tutti fatti su tavole di legno ritrovate nelle passeggiate su spiagge e sentieri in inverno, le sculture in terracotta

Caterina a Formentera ha esposto le sue opere in due occasioni: una prima volta nell’ex sede comunale di Sant Francesc, poi – nel 2006 – ha trasformato il Cammino Romano in un percorso artistico esponendo le sue foto. «Mi piacerebbe tornarci con le mie opere – rivela – anche se la difficoltà maggiore è nel trasporto. Certo, mi manca molto. Ma per fortuna, oltre alle foto, ho un gatto, Minino, che me la fa sentire presente in casa».
«Ho ancora in mente il giorno in cui io e Minino ci siamo incontrati – ricorda Caterina – Avevo letto di questi 4 gattini che cercavano casa e mi presentai all’appuntamento a Sant Ferran con la mia auto. Mi venne ad accogliere una bambina che, in bici, mi portò in una casa nel verde di Migjorn dove c’erano questi 4 gattini con la loro mamma. Ora Minino fa la vita del gatto di città, è un po’ ciccione, ma per me lui è l’isola»,

Prima o poi, il ritorno. «Certo – conclude – tornerò a Formentera. Magari a ottobre». Per quella data Caterina avrà creato la sua donna più bella: Beatrice, che nascerà in maggio.

Circa Stefania Campanella

Scrittrice di libri di viaggio a Formentera (ma non solo), grande conoscitrice dell'isola e fondatrice di Formentera Filo Blu, un'associazione no profit per promuovere l'isola più autentica. Copywriter e Content Manager come professione, amante del vino e della buone "onde" nel tempo libero.

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