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Formentera d’inverno

Non è un film in bianco e nero visto alla Tv… ma un’onda anomala, che ti parte da dentro a fine settembre e che avanza lentamente – e un po’ silenziosamente – aspettando di potersi rompere in primavera, quando è già più possible riavvicinarsi all’isola.

Foto di Manuel Busetto, affetto da formenterite acuta

Sei tu onda a essere forte, fai eternamente tornare tutto come prima, risveglia questo luogo isolato, portami a riva, fammi arrivare nell’isola dalle infinite coincidenze. (Manuel Busetto)

Certo, se parliamo dell’isola in versione aprile/ottobre è facile sentirne la mancanza. Ma come è Formentera a dicembre? Normalmente la vita si svolge soprattutto a Sant Francesc e alla Mola (due mondi lontanissimi mi confessa chi ci abita) e i locali aperti sono davvero pochi (Bongust, Es Glop, nuovo Gioviale, Ca na Pepa, Pirata Bus e Lucky nei fine settimana, ecc.).

E allora ecco che avere qualche amico sull’isola (grazie Paolo e grazie Matteo) o qualche link aggiornato tutto l’anno possono rendere il percorso dell’onda meno malinconico… Io quando sono disperata apro la webcam del Blue Bar ma se ho tempo a disposizione vado su Formentera Sunset e mi faccio un giro, e come dice Beni che lo ha inventato: attraverso la camera vediamo la realtà dell’isola tutto l’anno, onde, nuvole, vento e pioggia: ma non più di trenta giorni l’anno! Gracias a nome di tutti quelli che hanno la formenterite. Anche se…

Desolata, triste, grigia, chiusa, claustrofobica… Sono alcuni degli aggettivi usati per descriverla da chi la vive durante i mesi che vanno da dicembre a marzo. Tito, un argentino che lavora l’argento, mi disse “A Formentera d’inverno puoi resistere solo se hai un grande mondo interiore”. Effettivamente non siamo a Ibiza. Qui come si alza il vento, si bloccano i collegamenti e si rimane prigionieri dell’isola…

Magari! Verrebbe da pensare istintivamente. Ma io mi sono trovata una sera di fine ottobre alle 22 e 30 da sola in campagna con la pioggia e per quanto lì mi senta davvero a casa, ho provato un senso di vuoto molto forte, forse il mio mondo interiore non è abbastanza popolato, forse non ho saputo cogliere la poesia del momento, ma di certo Formentera d’inverno preferisco vivermela immersa nella nostalgia.

Adoro quello spleen blu che ti rende ansioso in certe giornate di tornare a calpestare la sabbia di Mitjorn o di vedere il colore dell’acqua a Illetes. O di mangiare un fico, di salutare una lucertola o di respirare quell’aria di libertà che solo lì, sai bene, sei in grado di trovare. Ecco perché mi piace anche amarla da lontano.

Circa Stefania Campanella

Scrittrice di libri di viaggio a Formentera (ma non solo), grande conoscitrice dell'isola e fondatrice di Formentera Filo Blu, un'associazione no profit per promuovere l'isola più autentica. Copywriter e Content Manager come professione, amante del vino e della buone "onde" nel tempo libero.

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9 commenti

  1. E’ la stessa tristezza che sento dentro adesso…maledetta crisi che ha costretto il mio compagno ad andare a Formentera per lavoro…104 giorni senza vederci, dopo 8 anni sempre insieme. Cerco disperatamente stanza per una ventina di giorni, anche in condivisione, in qualsiasi periodo da Giugno a Settembre 2013 . Avrei intenzione di chiedere un permesso breve per partecipare ai vari mercatini, Spero che qualcuno di voi vorrà aiutarmi, anche solo con dei consigli 🙂
    Grazie

  2. ciao vorrei andarci in vacanza a giugno mi puoi dare dei consigli ho due ragazzi 15 e 10 anni grazie mille ciao

  3. Mi è sempre successo, alla fine di una storia, di mantenere più vivi i ricordi brutti…quelli che dovrebbero essere i primi ad andare via e invece non so perchè rimangono lì e schiacciano tutti quelli belli, quasi a voler far ricordare in ogni istante la sconfitta subìta.

  4. …sinceramente mi hai fatto venire voglia di andarci a Dicembre….

  5. Molto bello… Gracias Campanella…. Las Maravillas y la luz de la isla fuera de Temporada…

  6. Una sera di dicembre dell’anno scorso, attorno le 21, ad Es Pujols, è mancata l’energia elettrica. La cosa non fu temporanea, quindi in molti ci riversammo nella via centrale per capire un attimo cosa stesse succedendo. Un’avaria in un impianto elettrico, ci aveva appena isolati dalla portante di Ibiza. Quindi fu tutta l’isola ad essere “spenta”.
    Il fatto di trovarsi spontaneamente in strada con i fari delle auto ad illuminare le tenebre, probabilmente ci faceva sentire più tranquilli, perchè uniti nelle chiacchere e nelle risate a denti un pò stretti.
    Tornare a casa, accendere una candela, pensare spiazzati sul da farsi… dopo quasi un’ora lentamente tornò tutto alla normalità, ma nei tuoi ricordi intuisci di aver scoperto qualcosa di nuovo, di aver appena perso qualcosa di bello.

    Alla prossima allora 😉

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