Salviamo le saline di Formentera

Le saline e l’avifauna di Formentera

Traduzione più o meno libera dell’articolo uscito sul Diario di Ibiza il 10 maggio 2020.

Si prevede la installazione temporanea di un cancello a Sa Sequi per proteggere i piccoli degli uccelli dall’alta marea.

Ambiente: Il recupero dell’attività del sale in una zona delle saline di Formentera implica un accordo con l’impresa Posidonia S.A per riabilitare i principali elementi architettonici di questa zona compresa nel cuore del parco naturale.

È stato, inoltre, presentato un progetto e previsti nuovi spazi per esercitare una serie di azioni di miglioramento ambientale di questa umida zona.

Piano piano il progetto di recupero delle saline di Formentera, quanto dei suoi moti ondosi, canali, cancelli e altri elementi architettonici, e dell’ambiente circostante, inclusa la protezione degli uccelli e della flora – sta prendendo forma, grazie alla mano dell’impreso Posidonia S.A. che possiede la licenza di sfruttamento delle saline e esporta salamoia destinata all’industria dell’alimentazione belga.

David Calzada, direttore del progetto sin dal principio, ha ottenuto lo sblocco nell’ultimo mese dei progetti per iniziare gli interventi di conservazione dell’ambiente circostante alla zona delle saline.

Ricorda che Posidonia S.A. “da tempo si dà un gran da fare ambientale in tutto il territorio delle saline di Formentera per il suo equilibrio idrogeologico, la pulizia e inizio del restauro…”

Evidenzia che gli interventi proposti “siano indispensabili a causa del fatto che le saline posseggono pochi sbocchi al mare: per questo aumenta la concentrazione del sale, come nell’antichità, interrompendo la vita di numerose specie sia unicellulari che uccelli, insetti e flora”.

Per questo è tornato a presentare e rettificare alcuni aspetti della iniziativa, organizzando riunioni sia con il Consigliere insulare dell’Ambiente, Antonio Sanz, che con la consigliera del Patrimonio, Raquel Guasch, ambiti entrambi direttamente coinvolti.

Tutte le saline di Formentera sono Beni di Interesse Culturale (BIC) dal 2005, sotto la classificazione di luogo storico, e allo stesso tempo sono una delle zone umide più rilevanti, incluse nel Parco naturale delle Saline, dove vive una grande quantità di uccelli che qui nidificano e crescono, senza dimenticare la presenza molto frequente dei fenicotteri.

David Calzada segnala che “al momento ha già iniziato a lavorare per sigillare una parete per evitare che l’alta marea o l’arrivo di temporali inondino le zone dove ora si stanno allevando gli uccelli… Abbiamo preparato uno degli stagni della salina Ferrer, all’inizio del Camí des Brolls, per proteggere i nidi e, da lì verso sud, c’è il primo stagno di alimentazione e potenziamento dei fenicotteri”.

Per preservare questo ambiente e potenziare la biodiversità e al tempo stesso iniziare la riabilitazione di canali, fossati e cabine di pompaggio, David Calzada già chiese una autorizzazione negli anni passati.

Il direttore della compagnia segnala che già possiede uno stanziamento per restaurare quattro casette di pompaggio, anche se la vera urgenza è installare un cancello a Sa Sequi.

Cancello a Sa sequi

Calzada insiste: È urgente installare un cancello temporale per evitare che l’altra marea colpisca l’interno raggiungendo gli stagni interni, dove nidificano gli uccelli.

Questo cancello si monterebbe nell’arco del ponte del canale di Sa Sequi che unisce il mare a Estany des Peix, per evitare che il livello salga all’interno.

La pianificazione

La pianificazione che Posidonia S.A. ha previsto che il tempo per recuperare l’ambiente delle saline e valorizzare la storia di questa attività industriale – abbandonata nel 1985 – è di 3 anni.

Circa Stefania Campanella

Scrittrice di libri di viaggio a Formentera (ma non solo), grande conoscitrice dell'isola e fondatrice di Formentera Filo Blu, un'associazione no profit per promuovere l'isola più autentica. Copywriter e Content Manager come professione, amante del vino e della buone "onde" nel tempo libero.

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