L’immensità di Cap de Barbaria

cap de barbaria

Faro Cap de Barbaria: luogo magico di Formentera

Ci sono dei posti al mondo che piacciono a tutti. Sono luoghi assoluti, belli per definizione. Il faro di Cap de Barbaria (la gente dell’isola mette l’accento sulla seconda “a”) è uno di questi.

Sarà il faro, sarà l’assenza di costruzioni, sarà il mare o gli incredibili tramonti sul mare. Le ragioni per cui visitare Cap de Barbaria sono innumerevoli e ora vi svelerò  i principali.

Come arrivare

Da Sant Francesc prendete se guide le indicazioni per Cap de Barbaria (le trovate anche all rotonda principale) e proseguite sempre sempre dritto, fino a che qualcosa vi fermerà.

Infatti, da qualche anno per proteggere l’ambiente naturale, si lascia il veicolo – nei mesi estivi – in un parcheggio gratuito e si procede a piedi per circa 1,2 km di strada.

Per raggiungere il faro, si attraversa una zona priva di vegetazione. Colpa della grande depressione del 1929, per cui molti emigranti fecero ritorno a Formentera dall’America e, in mancanza di lavoro, se ne inventarono uno, iniziando a produrre carbone vegetale tagliando gli alberi di Cap de Barbaria.

Non solo ne vale davvero la pena, ma camminare sulla stretta strada asfaltata in mezzo al nulla, è solo l’inizio di una bellissima escursione.

Cosa vedere a Cap de Barbaria

Faro

faro cap de barbaria

Uno dei tre fari di Formentera: sassi sparsi e uno splendido orizzonte. Apparentemente non c’è molto altro. In piedi davanti all’Africa, terra lontana che fa arrivare con il vento la sua intensità, il faro domina l’immensità del mare.

Venne costruito nel 1971. Intorno, non ci sono né negozi né locali. Solo un terreno di ciottoli ricoperto di rosmarino e di cardi e un vento che accarezza lo sguardo.

Si tratta di correnti sentimentali che si formano ogni volta che si torna quassù, forse perché il paesaggio, anziché estendersi verso l’orizzonte, si espande nell’interiorità di chi lo guarda.

Un faro, un promontorio brullo e una magia tattile, come quella che emanano le “colonne di pietra”, formate da rocce messe spontaneamente una sopra all’altra dalle tante persone passate di qua in momenti diversi. Ammonticchiate fino a raggiungere un equilibrio perfetto e inspiegabile.

Aggiornamento: oggi non le vedrete più, in quanto la legge le ha proibite (trasformavano il paesaggio naturale).

E tra respiri più profondi del solito e disequilibri alchemici, spicca il titano di luce, che di notte illumina tutta la volta celeste. Dal libro Formentera non esiste

Tramonto

cap de barbaria

Il momento ideale per andarci è al tramonto, in quanto da qui si ha la visuale sul Mediterraneo e il Sole tramonta proprio all’orizzonte indisturbato, lasciando tuti gli spettatori senza fiato.

Siamo sempre a Cap de Barbaria, dove i raggi di luce bianca, impegnati in una incessante e surreale rotazione, provano a indovinare il desiderio che qualcuno ha appena espresso. Tanto, è quasi sempre lo stesso: rimanere qui il più a lungo possibile.

Ve lo consiglio anche di notte, quando tutte le stelle sembrano fare festa… Sedendosi ai piedi del faro e guardando in alto, è possibile vedere più che un cielo stellato, una luce con qualche puntino oscuro di cielo sparso qua e là.

Cova Foradada

cap de barbaria

Di giorno è diverso. È sempre un luogo irreale ma più accessibile per chi ha voglia di calarsi nel largo buco alla destra del faro, la Cova Foradada, grazie a una scala sempre presente.

Scendendo nella grotta e percorrendo giusto una quindicina di metri, potrete affacciarvi da una terrazza naturale sul mare e godervi un tramonto indimenticabile.

Anche nel film Lucía y el sexo, di Julio Medem, la protagonista, interpretata da Paz Vega, scende in questo ventre roccioso a strapiombo sul mare.

Vino

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L’espressione più terrena di Cap de Barbaria è un omonimo vino rosso, che ha vinto diversi premi europei oltre alla medaglia d’oro e al premio stampa al concorso internazionale “Emozioni dal mondo” nel 2010.

Un assemblaggio di Cabernet sauvignon, Merlot e vitigni autoctoni, il Monastrell e il Fogoneu, coltivati su un piccolo appezzamento di terra e allevati ad alberello franco di piede.

Un blend rinomato, grazie al terreno sabbioso e a un micro- clima d’eccezione. Quello di un luogo dell’anima.

Torre

A sinistra del faro, si erge una delle cinque torri di difesa di Formentera, Tosse des Garroveret, costruita tra il 1762 e il 1763 per dare alla popolazione che ripopolava l’isola dopo anni in cui fu abbandonata (a causa della peste del 1348 e delle invasioni molto frequenti da parte dei pirati), un senso di sicurezza.

Siti archeologici

A pochi passi dal parcheggio dove avrete lasciato il vostro veicolo, ci sono dei siti archeologici megalitici risalenti all’Età del Bronzo (1600-1000 a.C.),

Albero

Sempre dal parcheggio, proseguendo sul cammino sterrato alla vostra sinistra, potrete scattare una suggestiva foto a un albero speciale: si tratta di una savina (un tipo di ginepro mediterraneo molto presente sull’isola) gigante e molto antica.

Come avrete capito, Cap de Barbaria è una tappa imperdibile, per chi visita Formentera.

Circa Stefania Campanella

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