Tutto sul Faro de La Mola

foto di Simone Calligola

Il faro della Mola è uno dei luoghi imperdibili di Formentera. Si trova all’estremo orientale dell’isola e merita senz’altro di essere visitato. 

Per arrivarci, percorrete la strada principale fino alla fine (circa al km 20), dove potrete parcheggiare comodamente e gratuitamente a pochi metri dal faro.

Al faro ci si viene per ammirare il panorama a picco sul mare, per vedere un’alba mozzafiato o semplicemente per respirare la pace e il silenzio che spesso contraddistinguono questa parte così poco frequentata.

Sotto il faro ci sono alcune piccole grotte naturali, che si possono facilmente raggiungere, per scatti fotografici indimenticabili.

Il faro de La Mola e Julio Verne

Il faro de La Mola venne progettato dall’ingegnere maiorchino Emilio Pou Bonet ed è funzionante dal 1861. Da quel giorno illumina il Mediterraneo da 150 metri di altezza.

Appena arrivati, noterete un monolite dedicato a Julio Verne, voluto dai francesi nel 1978 per commemorare l’alchimista scrittore. 

 

Nel 1876, infatti, citò Formentera nel suo romanzo “Le Avventure di Hector Servadac”. Nel racconto, Formentera è l’unico posto sopravvissuto al’impatto della Terra con un meteorite. Per questo Verne la definisce la Mola “la fine del mondo”.

Probabilmente, pur non essendo mai stato sull’isola, l’autore ne sentì parlare attraverso gli studi sul tempo del biologo francese Biot. Infatti, nella zona de la Mola passa un meridiano, il Dunkerque, che attraversa letteralmente una casa (in realtà, a Formentera passa anche il parallelo 38°).

Il museo del faro

foto di Simone Calligola

Esiste un libro scritto dall’ultimo sorvegliante del faro, Javier Pérez de Arévalo, (al momento introvabile) in cui descrive la vita all’interno di questo “monumento” isolano.

Dal 2019, la sua abitazione  è stata trasformata in un museo dedicato alla storia e all’ecosistema di Formentera. L’ingresso costa 3 euro.

Prima di andare via, è possibile godersi ancora il panorama, sedendosi ai tavoli del Codice Luna, unico locale della zona, gestito da italiani e molto suggestivo, soprattutto al tramonto.

Andando a destra del faro si accede a una parte selvaggia, continuando a sinistra, si possono raggiungere alcune grotte famose, come la Cueva Grosa.

Carlos Garrido (autore di uno straordinario libro sull’isola) scrisse riguardo a questa guida lucente: Contemplando la rotazione del faro si comprende l’analogia tra la vita umana e il mare.

Visita anche ill paesino Pilar de La Mola, con il mercatino hippy, il laboratorio di Majoral, il Vecchio Mulino e tanto altro.

 

Circa Stefania Campanella

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